IL MIO DIZIONARIO (di Vincenzo Palmisano) – 2^ parte

TEX

Un giorno di 70 anni fa, in casa mia, sguarnita di libri e giornali, irruppe TEX, l’eroe invincibile dei fumetti che con le sue fantastiche avventure mi colpì regalandomi il vizio di leggere.

SPICCACE

E’ come sentire lo schiocco delle dita. E’ infatti un aggettivo il cui suono mi ricorda la pesca, il frutto preferito della mia lontanissima infanzia in campagna di zia Fissa. Bastava una lieve pressione delle mie dita perché la polpa si aprisse, il nocciolo facilmente si staccasse ed io, inebriato, godessi del suo dolcissimo turgore.

LOGORREA

Tonnellate di parole vomitate addosso a un malcapitato che, non riuscendo ad evitarle e temendo di essere travolto, si chiude a riccio e aspetta che la valanga si fermi.

UBIQUITA’

Allora il mio paese era così piccolo che una sola fisarmonica suonava dietro ogni finestra.

TRICOLORE

L’Italia immacolata che sanguina e spera

PUBBLICITA’

Quella moderna insopportabile maga Circe, figlia del dio Mercato, che, instancabilmente, dalla mattina alla notte, trasforma milioni di cittadini in compratori e consumatori.

Presto disillusi e scontenti.

NATURALEZZA

Camilleri parla, racconta, e il libro si scrive da sé.

SIZZA

Nei vitrei mattini invernali, quando, soffiando implacabile, la sizza tagliava la faccia e mordeva le mani, l’unico pastore del paese, in giro con il suo gregge per le vie deserte, si fermava davanti alla porta di casa, afferrava una capra e la mungeva.  Ricordo  vividamente ancora oggi lo sprizzare del latte dalle turgide mammelle  nella scodella di zinco e il fumigare vaporoso del bianco nettare a contatto con l’aria gelida di tramontana del primo mattino.

GNAULIO

Si chiamava Alì il nostro bellissimo, umanissimo e vivacissimo gatto.

Tra i tanti ricordi che ci ha lasciato, uno in questo momento si staglia chiaro e netto nella mia mente. Quando capitava che tardassimo a rincasare, appena sentiva girare la chiave nella toppa, Alì ci accoglieva con uno gnaulio festoso e, buttandosi a terra, si rotolava lungo tutto il corridoio per dirci che, essendo noi finalmente tornati, lui era molto felice.

SCHISARE

Colpire lievemente di striscio la palla dell’avversario. Cadono i birilli, soldatini precari sul campo verde del biliardo, ed è come sfiorare la guancia di velluto di una ragazza.

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IL MIO DIZIONARIO (di Vincenzo Palmisano) – prima parte

 

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