Articoli marcati con tag ‘memoria’

TRACCE DI MEMORIA, l’e-Book di Maria Grazia Chiese

…”TRACCE DI MEMORIA “…  è un e-Book redatto da Angela Gatti in cui l’autrice Maria Grazia Chiese ripercorre, in una serie di capitoli, le storie delle persone e delle situazioni particolari che hanno attraversato la sua vita, vissuta nel paese di San Michele Salentino, durante gli Leggi il resto di questo articolo »

GHIACCË (di Edmondo Bellanova)

Tutto nasce dalle sollecitazioni che creano la lettura del “Mio Dizionario” del prof. Vincenzo Palmisano. Questa volta lo spunto mi è dato dalla splendida definizione del termine “ghiaccio”.

Mentre leggevo, i ricordi si rincorrevano, accavallavano; si mescolavano in immagini della mia fanciullezza e mi è piaciuto rivedermi nell’acquistare 10 lire di ghiaccio, a mezzodì di un’assolata giornata d’estate; correre,  verso casa, in strade deserte, per evitare che quel pezzo di ghiaccio si sciogliesse prima d’essere sistemato nella brocca di vetro, dalla quale mescere acqua fresca.

Rivedo gli enormi blocchi, ricoperti da sacchi, che Jangelë dë li perë (Palmisano), custodiva nella sua buia rivendita di vino in via Dentice.

Ma “ghiaccio” mi ricorda anche le granite che gustavamo da Lorenzë di Martinuddë nel suo bar di Piazza Dante. Ghiaccio tritato, irrorato da coloratissime essenze che Lorenzo mesceva da bottiglie con elegantissimo beccuccio-distributore in metallo.  Mentre ci si accaldava Leggi il resto di questo articolo »

IL MIO DIZIONARIO (di Vincenzo Palmisano) – 26^ parte

ALFABETO SERPENTINO

Tutti sanno che Dacia Maraini è una delle scrittrici italiane più amate dai lettori. “Una signora dagli occhi azzurri come il cielo della città bianca”. Così intitolai un articolo sul mensile “Lo scudo”, dopo averla vista e ascoltata in un incontro con gli studenti del Liceo classico Leggi il resto di questo articolo »

Bianco&Nero – cartoline da San Michele Salentino

Aggiornato il 16/10/2020 – San Michele Salentino, Corso Vittorio Veneto – Cartolina inviataci da Giuseppe Argentiero che riporta sul retro Leggi il resto di questo articolo »

IL MIO DIZIONARIO (di Vincenzo Palmisano) – 25^ parte

RIFIUTI

Nel 1933 lo scrittore e giornalista toscano Bino Sanminiatelli fece un viaggio in Puglia e ne ricavò un lungo articolo, che fu pubblicato dal Corriere della Sera.

Il reportage metteva in luce il contrasto stridente tra la straordinaria bellezza dei monumenti e il degrado Leggi il resto di questo articolo »

IL MIO DIZIONARIO (di Vincenzo Palmisano) – 24^ parte

MIDIESIS

Ogni mattina mia moglie apre la finestra  “Midiesis”, io mi affaccio e vedo Piazza Marconi, salotto, teatro e cuore pulsante di San Michele Salentino.
E, di colpo, il rito Leggi il resto di questo articolo »

MATRIMONI (di Edmondo Bellanova)

Mi rivolgo alla memoria di Claudio Muschio per aggiungere qualcosina ai soliti splendidi ricordi di Marcello Veneziani quando ritorna al sud!

A San Michele Salentino, dopo la cerimonia religiosa, il corteo, con sposi impacciati, parenti fieramente divisi per appartenenza, gli invitati nel loro migliore abbigliamento con ostentata mostra di ori e pettinature e bambini, con le tasche piene di “cannulicchië” raccattati sul sagrato della chiesa, impazienti di sgaiattolare tra le porte aperte per occupare i posti migliori, raggiungeva il Cinema Vittoria di Pietro Azzarito in Via Napoli.

Allora, come oggi, per quell’occasione ci si sfiancava nella ricerca del vestito più opportuno con il risultato di vedere costrette in colorati rasi le donne che per tutto il resto dell’anno ed altre sarebbero uscite da casa con “lu vantilë” su canoniche vesti nere. Le cravatte agli uomini stavano sempre troppo strette e la “cammisolë” era una dantesca costrizione per chi (tutti) avevano intenzione di rimpinzarsi.

Come nei migliori spettacoli teatrali, agli sposi era riservato il centro del palcoscenico e da lì, dall’alto, dominavano la sala con gli invitati allineati e coperti come in uno schieramento militare nelle  poltroncine,  certo più comode delle sedie in paglia di casa.

Da quel momento allo sposo era consentito togliere i guanti bianchi con Leggi il resto di questo articolo »

IL MIO DIZIONARIO (di Vincenzo Palmisano) – 23^ parte

ANTIRAZZISMO

Sto in casa, prigioniero del coronavirus, accendo il televisore e, all’improvviso, irrompe nella stanza la voce di Fausto Leali, che canta “Angeli negri”. Da parecchio non lo sentivo e ora, incantato, Leggi il resto di questo articolo »

Una donna chiamata Maria (di Rosaria Gasparro)

La mia famiglia rimpicciolita ringrazia tutti per la vicinanza reale e virtuale, per la qualità delle parole che ci avete donato, nelle centinaia di messaggi inviati, nelle telefonate mai di circostanza.

Frammenti di una donna chiamata Maria, che ha lasciato il segno in forma di madre coraggiosa e allegra, di zia di un’infinità di nipoti senza reale parentela, di nonna adottata da tanti come tale, di amica di tutti diceva (e come? e sì, prendo il buono che c’è… ma Eleonora Nacci era quella del cuore, quella con cui condivideva l’anima bambina e monella), di nutrice di bambini cresciuti realmente nella nostra casa o nelle loro, di ragazza con i capelli corti e la nuca libera che ha cercato il suo posto nel mondo seguendo il desiderio, rifiutando il destino sociale, adattandolo alle possibilità, reinventandosi nel dolore e nel bisogno, lavorandolo con spazzola e forbici, con ricette e taverne, con ago e filo su canapa e lino, con i libri di cui si impossessava appena acquistati, che scomparivano nei suoi cassetti e riapparivano quando li aveva letti e noi li avevamo dati per dispersi nel nostro disordine e nel caos Leggi il resto di questo articolo »

Michele Leo: L’acrobata del cielo (di Giuseppe Argentiero)

Apprendo da Nuccio Carriero che oggi è uscita la seconda edizione (ampliata e riveduta) a tiratura limitata de “L’ acrobata del cielo”, biografia del nostro concittadino Gen. Michele Leo precursore dell’aviazione acrobatica nella mitica Leggi il resto di questo articolo »

RICORDI (di Edmondo Bellanova)

Vediamo di dare vita a questa foto postata da Mimmo Ligorio su Facebook.

Ad angolo di Corso Vittorio Veneto c’è la bottega di tessuti di Cappelli Michelina e di Seppë di “Peddagnorë”,fratello di D’Amico Giovino (poi Bar Piccadylli)sulla bottega la casa in primo piano con gli scaloni che Gino Brancasi continua ancora oggi a“ Leggi il resto di questo articolo »

ADDIO GIO’ (di Edmondo Bellanova)

Ancora una triste notizia! Da Bari ci dicono che è morto Nuccio (Donato) Gioia il figlio di “Binidittë la uardië”.

Con Giò (come in confidenza ci piaceva chiamarlo) continuiamo a perdere personaggi che hanno accompagnato tanta parte delle nostre esperienze.

Per me era il terzo moschettiere con Mario Nacci “Lu gnurë” e Armando “La mammarë”, professionisti affermati che, quanto venivano in paese per le ferie, tornavano ”bambini- vitelloni” e qui non si possono elencare le loro bravate che cominciavano con la consumazione di “na coppä” alla cantina per finire all’alba in posti Leggi il resto di questo articolo »

IL MIO DIZIONARIO (di Vincenzo Palmisano) – 22^ parte

MAESTRO

Rovistando tra le carte del mio archivio ho ritrovato un vecchio ritaglio di giornale, che qui di seguito trascrivo: Leggi il resto di questo articolo »

STRADARIO DI SAN MICHELE SALENTINO, 1° elenco (di Edmondo Bellanova)

Il tempo libero non mi manca e per poter “stare a casa” “senza impazzire” riprendo un lavoro del 2010 (Stradario storico commentato di San Michele Salentino) riproponendo l’elenco della strade con le indicazioni minime per una loro migliore Leggi il resto di questo articolo »

DON ANTONIO CHIONNA, nei ricordi di Vincenzo Palmisano

L’ultima volta che l’ho sentito è stato sabato 11 aprile, per fargli gli auguri di Pasqua. Gli ho chiesto: come stai?, e mi ha risposto: sto male, e la sua voce era così lontana, fioca e sottile che ho compreso solo le ultime parole: ricambio l’abbraccio a te e a tua Leggi il resto di questo articolo »

Dolore per la morte di un caro amico (di Alessandro Torroni)

Perdere un carissimo amico in questo periodo di pandemia è la cosa peggiore che possa capitare.

Ti sentì il cuore infranto perché non ti è consentito neanche di salutarlo per l’ultima volta con quel sincero, affettuoso e fraterno affetto che ci ha sempre tenuto uniti.

Ho, almeno, la consolazione di aver avuto la fortuna di parlargli a telefono il giorno di Pasqua quando, anche se con voce flebile di Don ANTONIO, ci siamo scambiati gli auguri di Pasqua.

Don Antonio CHIONNA, nostro concittadino onorario, ci ha lasciato questa mattina con il dolore di tanti amici che lo amavano e che lo ricorderanno sempre.

Egli fu legato alla nostra cittadina già da bambino, poi da sacerdote, poi da preside Leggi il resto di questo articolo »

Don Antonio (di Edmondo Bellanova)

Ma com’è possibile che tante tragiche notizie ci raggiungano tutte ora, una dopo l’altra, senza neanche il tempo d’asciugare le lacrime?

E’ morto don Antonio Chionna.

Per tanti anni Preside della Scuola Media prima e dell’Istituto Comprensivo poi. Per anni ho collaborato con lui, anche con spirito critico, ma sempre nel reciproco riconoscimento di capacità e lealtà.

San Michele deve molto a quest’uomo per il determinante contributo alla scoperta delle sue origini storiche e per l’amore con il quale ha sempre trattato le “nostre cose”.

Questo maledetto virus c’impedisce Leggi il resto di questo articolo »

AMBIENTALISTI IN ERBA (dall’archivio del prof. Vincenzo Palmisano)

 

foto di repertorio

Quando in Svezia Greta non era ancora nata, quando l’Amazzonia non bruciava, quando in Puglia l’odiosa xylella non faceva strage dei secolari ulivi, a San Michele Salentino piccoli poeti crescevano e scrivevano versi: sulla natura e Leggi il resto di questo articolo »

IL MIO DIZIONARIO (di Vincenzo Palmisano) – 21^ parte

LUOGO

Scrive un critico letterario:” In un luogo del libro l’autore afferma che…”.

Non scrive: in un passo, in un brano, in una pagina. Scrive: in un luogo.

Questa insolita accezione della parola luogo è molto bella, e mi ha colpito perché, come il libro è diviso in capitoli e paragrafi, così la casa è composta di spazi e ambienti, Leggi il resto di questo articolo »

GIUSEPPE ROMANELLI, DISPERSO IN GUERRA (di Giuseppe Argentiero)

Circa 15 anni fa, con l’associazione culturale Movimento Circolare, ho partecipato ad un progetto (mai andato in porto) per creare un archivio storico della gente comune.

L’idea in se era semplice:
Abbiamo intervistato e raccolto testimonianze di persone anziane del paese e scansionato foto e documenti.

Tra le tante testimonianze che abbiamo raccolto, ce n’era una che mi colpì particolarmente… quella che mi raccontò la mia vicina di casa, Immacolata Romanelli, che ricorderò sempre come una persona gentile e sorridente.

Mi raccontò di suo fratello Giuseppe, disperso in guerra chissà dove e del dispiacere di non aver avuto più sue notizie, inghiottito in quella tragedia che fu la seconda guerra mondiale.

Da qualche anno L’ANRP – Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari, ha creato un albo on-line (periodicamente aggiornato) Leggi il resto di questo articolo »

QUAREMMË (di Edmondo Bellanova)

Il periodo è quello giusto, ma, pur guardando con attenzione, non vedo più le quaremme appese agli incroci delle vie di San Michele. Ricordo quella di via Trento sull’incrocio di via Ciano e mi sovviene il timore fanciullesco di chi vedeva in quella tenebrosa figura, appesa ad un filo, il palese monito per una vita più moderata e cristiana. Peccato che l’usanza si sia inesorabilmente persa e che nessuno (Proloco!) pensi a riproporla.

Già, Quaremmë (la quarantana), moglie del buon Carnevale, morto (scoppiato) per i bagordi di vino e cibo, in lutto per espiare le colpe e i peccati del marito, dal Mercoledì delle Ceneri e sino al Sabato Santo di Pasqua, se ne stava appesa in aria, con gli abiti di stracci neri e sporchi, a lavorare con il fuso e contare le settimane che mancavano dalla Pasqua con sette penne nere infilzate in un’arancia o patata. o sette taralli infilati nel fuso.

Ora ci mettono in quarantena nel vano tentativo di sfuggire al coronavirus e allora la buona abitudine di vivere parsimoniosamente la Leggi il resto di questo articolo »

SOPRANNOMI NOSTRI (di Edmondo Bellanova)

A Michele Ciracì

Apprendo con piacere del tuo progetto di raccogliere in un Dizionario i soprannomi di Ceglie Messapica e condivido pienamente il valore storico culturale di una raccolta di questo genere.

Per la verità, anche qui a San Michele Salentino, si è tentato di fare lo stesso lavoro con risultati anche apprezzabili. Nella ricerca si era impegnato l’insegnante elementare Cosimo Balestra (Micchië di Balestrë)   ed io continuo a scavare nella memoria del paese nella speranza di lasciare testimonianza di questi termini coniati con sarcasmo ed ironia per distinguere un individuo dall’altro sulla base di provenienze, difetti, abitudini, mestieri, attitudini e Leggi il resto di questo articolo »

IL MIO DIZIONARIO (di Vincenzo Palmisano) – 20^ parte

Vincenzo Abbracciante

FESTIVAL

Chi ascolta e vede anche distrattamente il Festival di Sanremo, non può non ricordarne alcuni del passato.

Io, quest’anno ne ho ricordati due.

Il primo ( 1951 ) è quello della prima serata del primo Festival.

I miei fratelli, io, mamma, papà e i vicini di casa eravamo seduti davanti alla radio, come se fosse il palcoscenico di un teatro, quando, nel silenzio assoluto, la voce carezzevole di Nilla Pizzi, inondando la stanza di melodia, incise con note indelebili nella nostra memoria “Grazie dei fiori”.

A distanza di 70 anni, questa canzone è ancora uno dei tanti contrassegni degli anni’50.

Un’epoca che dette l’avvio alla ricostruzione materiale e spirituale dell’Italia uscita martoriata dalla seconda “inutile strage” del Novecento, e al boom Leggi il resto di questo articolo »

IL MIO DIZIONARIO (di Vincenzo Palmisano) – 19^ parte

ANTESIGNANO

Il preside don Antonio Chionna, fondatore e direttore del mensile “Il Punto”, amico e allievo dell’accademico dei Lincei prof. Cosimo Damiano Fonseca, precorrendo i tempi, nel lontano 1970 pubblicò con l’editore Schena il volume “ Il villaggio rupestre di Lama D’Antico”, uno dei più importanti beni culturali di Fasano, allora Leggi il resto di questo articolo »

MEMORIAL TOUR 2 (di Vincenzo Palmisano)

Anni ’50 del secolo scorso. Ero andato a Bari con mio padre e a mezzogiorno eravamo entrati in una tavola calda di corso Cavour. Mentre aspettavamo di essere serviti, entrò un vecchietto che vendeva libri. Mi si avvicinò, ne estrasse  uno dalla borsa e me lo mostrò. Era “ Un popolo di formiche” di Tommaso Fiore. Mio padre, che conosceva bene la mia passione bibliofila, me lo comprò. E fu quella la mia prima lettura di un libro della Casa Editrice LATERZA.

Poi un giorno, adulto ormai economicamente autosufficiente, attraversando Corso Sparano, scoprii nelle vetrine della Libreria Laterza le opere di Benedetto Croce, e con quei volumi che avevano la forma e il colore dei mattoni degli antichi edifici romani, cominciai a costruire il mio universo culturale.

La Casa editrice barese, nata dall’incontro tra il tipografo Giovanni Laterza e il grande storico e filosofo napoletano, si sviluppò sin da subito all’insegna dei valori immortali di libertà, giustizia e democrazia.

Gli anni più difficili della sua crescita furono quelli del ventennio mussoliniano. Ricordando quel periodo,  Vito Antonio Leuzzi ha scritto:” L’impresa editoriale barese (…) mantenne un atteggiamento fermo e dignitoso Leggi il resto di questo articolo »

Laureati con 110 (e lode)

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