Andiamo a raccogliere li cozzpatedd (di Nicola Romanelli)

“Come sempre quando si è riuniti in famiglia, tutti vogliono essere primi e nella smania tra spinte e ripicche, la povera bacinella viene capovolta. Cosimo che era già col secchio di nuovo pieno, tra il serio e il faceto, rovescia l’acqua loro addosso, evitando la moglie. Si pente per aver ceduto a quel puerile impulso, e prima che si elevi la protesta lascia sull’orlo il secchio e in tutta fretta scompare dietro il tetto della lamia, proprio al fianco della cisterna, e si porta sul versante opposto, dove scende nella corte dei maiali. Da lì prende la pala appoggiata all’esterno sul muro, e visto che si trova inizia a dare una pulitina”.

Il settimo capitolo di “Il gusto della mela”, scritto da un sammichelano doc, Nicola Romanelli. Auspichiamo che il romanzo abbia una dovuta e meritata pubblicazione in cartaceo. In bocca al lupo, zio. Buona lettura.

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6 Commenti a “Andiamo a raccogliere li cozzpatedd (di Nicola Romanelli)”

  • midiesis:

    Da parte di Mondino:
    Spelndida la descrizione del temporale, della pioggia, dell’interno della famiglia Romanelli!
    Le lumache…le faccio vedere io!
    31maggio2011edmondobellanova

  • nicola:

    che emozione vedere queste lumache, uno squarcio del passato é tornato vividamente a galla. Sono identiche a quelle che il ricordo mi ha stampato negli occhi. Grazie Mondino.

  • Stefania Nigro:

    Breve e umilissima critica letteraria:
    Buona proprietà di linguaggio attraverso la quale l’autore riesce a rappresentare il racconto sostituendo le parole alle immagini. E’ scritto in maniera leggera e piacevole anche se tutti quei nomi “strani” appesantiscono il racconto. Come genere mi sembra si avvicini molto al verismo, in effetti mi ha infuso tristezza durante la lettura. Anche se la chiusa finale apre uno spiraglio alla gioia della vita che si accontenta di poco, poichè è già di per sè il dono più grande, trovo che la vena di precarietà della vita stessa sia stata troppo calcata. Lo so che si viveva così e che l’autore probabilmente ha provato sulla sua pelle tutte quelle emozioni, ma, mi sembra di aver già letto racconti di questo tipo. Mi spiego: pur essendo una buona lettura, scritta anche bene, penso che non sia molto facile commercializzarla. Un pò perchè è troppo radicata in una società troppo piccola, un pò perchè sinceramente non ho trovato interessante la caccia alle lumache. Voglio dire che sono il frutto di una società piena di benessere e come tale spesso superficiale nei confronti di chi ha vissuto anni felici ma pieni di privazioni. Tuttavia credo che ci siano le possibilità di una pubblicazione, anche se di nicchia. Ribadisco che ho analizzato solo e soltanto il racconto e NON la vita dell’autore (ammesso che sia di tipo autobiografico).
    Spero di essermi spiegata bene e faccio un grande in bocca al lupo all’autore.

  • nicola:

    Finalmente un commento che aspettavo da tempo!
    Grazie Stefania Nigro!
    Lei dice una grande verità nel ribadire il concetto di due opposte società che non s’incontreranno mai. L’una opulenta e insoddisfatta del proprio superfluo, l’altra priva del necessario ma felice di ogni piccola cosa.
    È la vita e non possiamo farci niente, come i nomi strani, ne so qualcosa io che vivo all’estero e devo accettare parole inpronunciabili!
    Infine mi fa piacere della sua tristezza provata, invidia forse? a scoprire la gioia euforica della povera gente, che non é problema del passato ma attuale. Questo conferma la mia opinione sulla dualità della nostra società in cui viviamo.Per quanto alla commercialità le do ragione. Ho iniziato a scrivere per memorizzare e non disperdere nel nulla una vita di famiglia e presuntuoso nel pretendere di lasciare ai Sammichelani una nicchia del passato. In questi giorni leggo gli scritti del mio vecchio maestro Cosimo Balestra, del terzo anno alle elementari e mi ricordo anche del figlio Rino. I suoi scritti mi han fatto sentire le farfalle nello stomaco nell’apprendere cose del nostro passato. Approfitto, mi scuso per l’estraneità dell’argomento, di sollecitare tutti a scavare nella memoria dei nostri venerabili a mettere per iscritto per raccontare ai nostri pronipoti come diceva Fellini, a mar cord, mi ricordo!!!
    I suoi complimenti mi hanno sorpreso piacevolmente non mi aspettavo tanto e mi ha convinto a collaborare totalmente con Rocco nel pubblicare tutto il manoscritto se lui sarà d’accordo.
    Con stima e affetto Nicola.

  • midiesis:

    Dalla pagina facebook di midiesis.it:
    Giuseppe Romanelli-Senna: niente niente che siamo parenti con Nicolla Romanelli?? Anche io sono di San Michele Salentino….. forse i nostri papà erano cugini.. comunque complimenti per la descrizione vivida di scene di vita familiare tipiche del nostro paese!! ;) )

  • nicola:

    Carissimo Giuseppe Romanelli-Senna, di giorno in giorno scopro di diventare sempre più ricco, non é forse una ricchezza trovare amici e parenti!
    Ma mandami se vuoi qualche dettaglio, al momento scusami tra tanti ricordi non mi viene niente in mente. Da 43 anni vivo in Sizzera.
    Sono felice che ricordando scene di vita passata di Massarianova ti abbia solleticato la nostalgia.
    con affetto … cugino
    nicola

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