A ci si figghjë (di Edmondo Bellanova)

Per anni ho trascorso buona parte del mio tempo libero cercando di raccogliere informazioni sui “soprannomi sanmichelani”. I miei referenti sono stati gli anziani che ancora frequentano la piazza e contributi determinanti mi sono arrivati proprio da Rosaria Gasparro “lu signorë”, Antonio Barletta “ntoniesant, Giuseppe Ligorio “ bozzërë”, Aldino Epifani “la rizzë, Lino Ciraci “silviestrë”, Nigro Domenico “piattinë”. Utilissima è stata poi la consultazione delle pubblicazioni di Pasquale Elia, Pietro Gatti, Vincenzo Palmisano, Tommaso Nobile, Gerhald Rohlfs, Pietro Maggiore e di Micchjë di Balestra (papà di Rino e Lillino).

E’ un lavoro improbo perché i ricordi sono sbiaditi, i “fatti” dimenticati ed il tempo inesorabilmente cancella “il passato” con il risultato che tantissimi concittadini non hanno saputo darmi “notizie” neanche sul loro soprannome. Comunque il lavoro di catalogazione è a buon punto e sono più di 600 le “ngiurië” raccolte.

Gli amici che hanno potuto dare uno sguardo al mio lavoro informatico mi spingono con insistenza a pubblicarlo anche in forma cartacea. La tentazione c’è, ma le recenti disavventure giudiziarie di Anacleto VILEI e Gabriella BARONE per la pubblicazione di un lavoro sui soprannomi di Poggiardo e Vaste, mi consigliano di soprassedere nell’iniziativa, anche perché (come si vede nella scheda di rilevazione allegata e riferita a Michele Parisi che spero superi al meglio i suoi problemi fisici ) non mi limito alla semplice elencazione, ma tento di trovare le motivazioni, le origini, il perché a una famiglia (razza?) era attribuito tale soprannome. Poi riporto la foto e, in estrema sintesi, la storia di qualche personaggio notevole della casata. Insomma, senza le prescritte “liberatorie” un’eventuale condanna per non aver rispetto la privacy … sarebbe certa!

Comunque continuo su questa strada ed è quindi facile immaginare la soddisfazione di leggere lo splendido articolo di Rosaria  Gasparro su Facebook con il quale è riuscita a catalizzare la curiosità e l’interesse su quest’ argomento. I tanti interventi sono la dimostrazione che c’è ancora l’amore per la propria storia e tradizioni. Da essi è possibile trovare completamenti, integrazioni, rettifiche al mio lavoro che potrebbe diventare pubblico se trovassi la forma e il modo di rispettare la normativa vigente.

Per ultimo devo solo giustificare il titolo di quest’ articolo che, secondo me, era il modo di dire di chi voleva individuare una persona. Io ricordo che si diceva: “a cci appartienë” senza alcun riferimento alla “razza” che, solo in questi giorni, spopola in ogni dove!

Sanmichelesalentino20gennaio2018edmondobellanova


5 Commenti a “A ci si figghjë (di Edmondo Bellanova)”

  • midiesis:

    Ci sarebbero anche altri lavori realizzati da Mondino, ora pubblicati in digitale su midiesis.it, che andrebbero “riportati su carta”. E’ un dovere nei confronti della nostra storia FARLO!

    Fregi, cornici, mensole e mascheroni a San Michele Salentino

    in formato Internet Explorer
    in formato PowerPoint
    presentazione ed info

    “Edicole votive” nel territorio di San Michele Salentino

    Edicole votive in formato Internet Explorer
    Edicole votive in formato PowerPoint
    presentazione ed info

    RADICI – San Michele Salentino

    per navigare nel progetto RADICI
    per scaricare il file in formato PowerPoin
    presentazione ed info

    http://win.midiesis.it/index.php?q=node/705
    http://win.midiesis.it/index.php?q=node/509
    http://www.midiesis.it/midiesis/?p=1711

  • edmondo:

    A Rocco e Nando
    I vostri commenti non valgono! Siete troppo “amici”!

  • Anna Abbracciante:

    E’ un bellissimo lavoro da mettere davvero su carta, quello che vorrebbe fare Mondino, alla faccia della privacy, è bello conoscere le proprie origini, magari non interesserà ai nostri figli, troppo vicini a noi e che hanno conosciuto i nonni, ma sicuramente ai nostri nipoti e pronipoti si, quando noi non ci saremo più. Anche noi abbiamo fatto una ricerca sui nostri antenati Abbracciante, e abbiamo trovato chi ha scritto o tentato di ricavare una genealogia dei nostri antenati.
    L’anno scorso, cercando in giro per San Michele una casa per mio figlio (che si meravigliava di non trovarla su internet), anche a lui chiedevano “a ci appartien” o “a ci si figghjë” e si fidavano quando sentivano il soprannome del nonno.
    Mio padre era “importato” a San Michele, quindi chiaramente il suo soprannome ” nzinudd lu carvignul” era derivante dalla sua origine natale, ma mi piacerebbe sapere, da cosa deriva il soprannome di mia madre conosciuta come “rinodd di mila lir”, ricordo che mio nonno materno era un importato di Ostuni e vendeva la calce, invece mia nonna era “puja”, della quale mi piacerebbe sapere il perchè di questo soprannome e forse sarà facile per te in quanto sono ancora viventi tanti con uguale soprannome.
    Quindi Mondino, io acconsento a divulgare la mia origine e a violare la mia privacy, se ne verrai a conoscenza. Grande lavoro, grazie Mondino per il contributo alla cultura della nostra storia. Anna Abbracciante

  • tonino altavilla vicenza:

    carissimo mondino innanzi tutto un caro saluto a te da parte mia e dalla scrittrice lorenza pizzo che ogni qual volta ci sentiamo o ci vediamo mi chiede di salutarti. questa tua iniziativa la apprezzo molto, e a ci si figghie mi e molto caro, visto che in un capitolo del libro che abbiamo fatto a mio padre ce questa frase. come ben tu sai mio padre rocco altavilla viene soprannominato la pervola molti anni addietro o chiesto ai miei zii quale era il motivo del soprannome la pervola e mi dissero che attaccato al trullo davanti all entrata della casedda di mio mio nonno esisteva una pervola di uva che dopo che era stata sradicata,e tagliata tante volte nasceva sempre e da li mio nonno antonio prese il sopra nome di andonio la pervola prima, e rocco e i suoi fratelli dopo continuando con la nostra generazione. purtroppo i soprannomi sono merce rara peccato.per qualsiasi cosa sono a disposizione ciao mondino. tonino

  • edmondo:

    Ricambio i saluti e ricorda alla Lorenza che mi aspetto un altro “prezioso” suo romanzo!

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