TARI 2017 (di Edmondo Bellanova)

Come il solito temporale estivo inatteso e pur prevedibile eccomi qui ad angosciarvi con le consuete aride, complesse e di difficile comprensione tabelle TARI.

La Tari è la tassa sui rifiuti di cui a giorni riceveremo i bollettini di pagamento e credo sia utile per i cittadini essere informati su quello che versano per questo servizio che, pur avendo inizialmente previsto un risparmio proporzionale alla percentuale di raccolta differenziata, continua a pesare significativamente sul bilancio familiare.

Sono da fare le rituali premesse a giustificazione degli eventuali errori riportati nelle tabelle, ma credo non sia arduo dimostrare la difficoltà di acquisizione dei dati in un sistema d’informazione che, pur garantita dalla legge, trova un inspiegabile ostacolo negli apparati burocratici degli uffici comunali.

Comunque, con la sola eccezione del comune di San Donaci che non ha ancora deliberato le tariffe, i dati dei 20 comuni della provincia di Brindisi sono tutti riportati nelle tabelle e in alcuni casi, per un confronto con altre realtà italiane, aggiungo anche i dati di grandi città del nord-centro-sud.

Per il necessario aiuto alla comprensione qui riporto le note alle tabelle:

Tabella”A”:

- determino il costo medio per abitante e per famiglia del servizio “rifiuti” dividendo il costo determinato nei PEF (Piano economico e finanziario) per il numero dei residenti alla data dell’01.01.2016 ( Istat);

- indico il costo riferito al triennio 2015-2017 ma esprimo dubbi sull’attendibilità degli stessi avendo verificato in più casi che le somme previste nei Pef sono risultate di molto differenti da quelle certificate nei conti consuntivi 2016 ed anche nei bilanci preventivi per il 2017. Generalmente si prevedono entrate diverse dalle somme indicate nelle spese, forse, ciò è dovuto dalla non chiara previsione dell’IVA e del contributo provinciale del 5%.

- continuo a evidenziare la non giustificabile ripartizione dei costi tra le utenze domestiche e  non domestiche: si passa dal 55%/45% di Brindisi al 90%/10% di Erchie e Torchiarolo con una media dell’80%/20% dei restanti comuni; mentre nelle grandi città italiane il rapporto è di 50%/50%.

Tabella “B”:

- Graduo i 2° comuni della provincia di Brindisi per i costi medi per abitante e famiglia. Francavilla Fontana e Carovigno occupano i primi posti tra i comuni più cari mentre San Vito, San Michele, Villa Castelli e Latino risultano i più virtuosi perché ai loro cittadini fanno pagare meno il servizio.

Tabella ”C”:

La tabella riguarda solo la tariffa per le utenze non domestiche di San Michele Salentino ed è lampante la sostanziale parità con le tariffe del 2015 e 2016. C’è una diminuzione generalizzata dell’1,00%.

Tabella “D”:

Continuo ad evidenziare il confronto della tariffa per le utenze non domestiche di San Michele con quelle più care e meno care in provincia di Brindisi. Stridente è il rapporto tra quelle di San Michele e quelle di Francavilla che resta inaccettabile se si considera che entrambi i comuni fanno parte dello stesso ARO con lo stesso contratto d’appalto del servizio e situazioni geo-economiche non differenti.

Tabella ”E”:

E’ certo la più complicata perché si riferisce alla tariffa per le utenze domestiche dove gl’importi sono pesantemente soggetti a riduzioni ed esenzioni che i comuni deliberano con estrosità e differenti elementi di valutazione. Spesso si prevedono riduzioni in considerazione della situazione patrimoniale del nucleo familiare e tanti sono i comuni che riconoscono diversi benefici per le famiglie con situazioni di handicap. Difficile ridurre in tabella queste diversissime situazioni ed è per questo che le indico con un generico “Si”.

Tabella “F”:

La pubblichiamo per ultima, con la segreta speranza che a questo punto vi siate del tutto annoiati e non siate più disponibili a scervellarvi nei numeri e nella mia grafia. E’ la più complessa perché riporta la tariffa delle utenze non domestiche in tutti i comuni, con la sola e già denunciata assenza di San Donaci. I confronti tra le tariffe di una stessa attività non domestica lasciano veramente … da pensare, solo alcuni  esempi: per un metro quadrato di ortofrutta/pescheria/fioraio a Francavilla si pagano 55,29 euro/mq mentre solo 5,19 a San Vito; un ristorate/trattoria/osteria a San Vito paga 7,09 euro/mq a Francavilla 42,68 e così continuando resta sempre più difficile capire la bontà dei calcoli e coefficienti utilizzati nei Pef, ma questa è altra materia.

In queste ore, a San Michele, vedo con  piacere un notevole interessamento di giovani e meno giovani candidati alle elezioni amministrative di giugno. A loro mi rivolgo con l’invito a studiarsi  tutto il sistema della raccolta dei rifiuti soliti urbani.  E’ prossima la scadenza del contratto dell’ARO BR1 con la Monteco e con il nuovo capitolato speciale d’appalto si potrebbero evitare le incongruenze che oggi risultano eclatanti. Bisogna leggersi le carte, conoscere i problemi e sapere cosa chiedere e cosa aspettarsi dall’esercente il servizio.

Altro annoso problema è quello della costituzione di una seria ed aggiornata banca dati per l’applicazione del tributo. Si deve rafforzare l’ufficio tributi del comune, riorganizzare il lavoro cercando in tutti i modi di scovare i tanti che, anche in buona fede, evadono. Si devono rivedere le tariffe cercando di garantire una giusta imposizione, consentire il ravvedimento dei cittadini senza sanzioni e, fatto ciò, far pagare tutti per pagare meno!

Accompagno l’artico con foto dI San Michele che ho selezionato facendo attenzione a non riprodurre “immagini o soggetti di natura religiosa” per non incorrere nelle sanzioni di qualche commissione!

Sanmichelesalentino15maggio2017edmondobellanova

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