Carissima Fica Mandorlata – 1

Carissima Fica Mandorlata, quante risorse, quanti viaggi per l’Italia (e oltre), quante fiere, quanti incontri e quanti scontri ci son voluti in questi 11 anni, ma finalmente sei stata insignita con il titolo di “Regina” dei prodotti di terra sammichelana.

Ti hanno curata e accudita fino a farti diventare ambasciatrice e simbolo di San Michele Salentino.

Il rango che hai raggiunto, oggi, ti rende “preziosa”, altera, quasi irraggiungibile “ai molti”.

Il tuo frutto dolce e granuloso, per noi ricco di vecchi ricordi, ora delizia i palati dei turisti convenuti nella nostra terra e per tutti loro e tutti noi sarai, d’ora in poi, una “carissima e preziosa” Fica Mandorlata.

9 Commenti a “Carissima Fica Mandorlata – 1”

  • edmondo:

    Caro Midiesis
    Sarò “ preziosa e cara” ma merito tutto il prezzo che costo!
    Non è stata sempre facile la mia Vita. Da giovane avevo buone speranze di diventare importante e intelligenti operatori, mi tolsero dalla massa e rivestita in belle confezioni, mi hanno fatto raggiungere altri posti e mercati.
    Anni fa ero veramente preziosa e chi mi coltivava riusciva a vivere bene ed addirittura a costruire casa.
    Poi c’è stata crisi e si è dovuto scegliere tra la fame in campagna e il benessere nell’emigrazione.
    E sono andati tutti via ; sono rimasta sola a seccare sui rami e per terra, non raccolta, tra l’erba del terreno incolto. Non valevo più niente e nessuno più mi ricercava.
    Poi l’intuito del sindaco Alessandro Torroni mi ha riscoperto e fatta rinascere. Mostre, fiere, fotografie, sponsorizzazioni, fortunati doppi sensi, gemellaggi mi hanno dato notorietà anche tra le stesse nuove generazioni del nostro paese.
    Ora costo relativamente tanto, ma sempre meno di fettine, triglie e pasticcini; ma vuoi mettere la mia naturale bontà! Costo, ma era ora di dare il giusto riconoscimento a quanti ancora credono in me, nel lavoro nei campi, nella tutela della biodiversità del nostro territorio e nella ricerca del biologico di fatto e non solo di etichetta, quindi, se, una volta tanto, a guadagnarci sono i contadini…può starci! Certo che se, con piccoli sacrifici dei commercianti, fosse possibile contenere il mio costo, almeno nelle sagre, tutto andrebbe meglio.
    Allora, caro midiesis, mangiami tranquillamente, valgo quello che costo!

    tua fica mandorlata di san michele salentino

    Sanmichelesalentino01.settembre2012edmondobellanova

  • devina:

    Come al solito, quando c’è di mezzo il profitto, si passa da un eccesso all’altro.
    Ovvero, dal farle marcire sotto gli alberi ai 15 euro al Kg in piazza Marconi in occasione della Fiera.
    Sono queste distorsioni che non mi fanno solidarizzare con entusiamo al business del Fico Mandorlato.
    Possibile che non ci sia una via di mezzo?
    Che poi, alzino la mano i Sanmichelani che (a meno di non comprarle per regalarle) vanno normalmente ai forni per comprare con regolarità i fichi mandorlati.
    Mai fatto. Se non per (un paio di volte) fare un regalo.
    Come, credo, la maggior parte, mangio quelle che facciamo in famiglia.
    Alla fine rimane quindi un discorso tra produttori/commercianti da un lato e mercato “extra-moenia” dall’altro.
    Alè, scatenatevi.

  • Francesco Nigro:

    Non credo vendere i fichi mandorlati a 15 euro al Kg sia un eccesso. Certo non si può dire che ci si rimette, ma non si può nemmeno dire che si diventa ricchi.

    Questo perchè chi la sera passeggia e apprezza la bontà del prodotto bello e pronto presso gli stand non sa o forse tralascia la fatica che c’è dietro quel bene.

    Produrre 1 kg di fichi mandorlati non è come raccogliere un quintale di olive, dove ormai il 70% del lavoro è fatto dalle macchine. Al contrario significa:
    - alzarsi le due settimane in cui tutta l’italia è in ferie (10-30 agosto) alle 5 del mattino;
    - munirsi di un secchio e andare alla ricerca dei fichi più pregiati dell’albero, cercando di escludere quelli rovinati dagli uccelli, dalla nebbia, dal sole, ecc ecc
    - ritornare dalla campagna, spaccarli in due (facendo la lotta con il latte che fuoriesce) e sistemarli su “cannizze”;
    - farli essiccare al sole, facendo attenzione a voltarli al tempo giusto e avendo cura di coprirli in pomeriggio avanzato per non lasciarli all’umidità della sera;
    - raccoglierli dalle “cannizze”, sistemarle in casse e lavorarli finalmente con scorze di limone e semi di finocchio selvativo. PS: quando compri il limone ahimè, non compri solo la buccia!
    - accendere il forno a legna (e la legna non si ottiene dal nulla).

    Tutto questo, fatto senza macchinari, senza conservanti, senza industrializzazione, ha un prezzo. Tale prezzo pur non essendo eccessivo, permette almeno al produttore di alzarsi alle 5 del mattino e di mettersi vicino al forno quando fuori ci sono 40° con più motivazione!!!

    Con stima,
    Francesco Nigro

  • midiesis:

    Francesco, l’operazione “Fica Mandorlata” iniziata 11 anni fa ha portato notevoli benefici ai piccoli produttori sammichelani, e di questo ne siamo tutti contenti. E nessuno vuol mettere in dubbio le difficoltà della lavorazione/produzione del prodotto finale.
    Riporto, però, di seguito alcuni dati per riflettere sulla questione:
    - 250 gr di fichi mandorlati acquistati nell’ultima fiera = € 4,00;
    - nella confezione di 250 vi sono circa 8 fiche;
    - costo di una sola fica = € 0,50 (circa);
    - € 0,50 = Lire 1.000 (circa);
    - 1 kg di fichi mandorlati = € 16,00;
    - 100 kg di fichi mandorlati = 1.600,00;
    - 100 kg di fichi verdi prima ed ottima qualità = € 100,00;
    - 100 kg di mandorle sgusciate e seccate (con la scorza) = € 100,00 (circa);
    - € 14.000,00 costo dell’ultima fiera della fica mandorlata a carico del Comune di San Michele Salentino;
    - più di € 100.000,00 sono stati spesi, sempre da parte del Comune, per le 11 edizioni della fiera e per la promozione della fica mandorlata (gemellaggi, fiere per l’Italia e l’Estero, ecc.).
    Ora, e lo dico senza polemica, mi sembra poco delicato che in una manifestazione finanziata da soldi pubblici sulla promozione di tale prodotto, venga applicato un prezzo “super pieno”.
    Come l’ente pubblico ha fatto sforzi notevoli in questi anni per la promozione della fica, mi sarei aspettato, come cittadino, che da parte dei produttori locali fosse stato applicato un “prezzo promozionale”, anche nel rispetto di quanto sopra.
    Tutto qui e ripeto, senza polemica.

  • Francesco Nigro:

    Ciao Rocco,
    purtroppo ho la necessità di fare alcune precisazioni.

    Nell’ultima fiera non tutte le aziende hanno venduto a 16 euro/kg. C’è chi come la nostra azienda ha venduto i fichi a meno di 15 euro/kg (1 confezione di 350gr costava 5 euro; a 15 euro/kg infatti viene 5.20 euro per l’esattezza).

    Poi mi parli di mandorle sgusciate e seccate (con la scorza) a € 100,00 (circa). Il che non è vero perchè a quel prezzo trovi le mandorle con tutto il guscio; quelle usate da noi sono schiacciate, sgusciate (senza scorza secca), tostate e quindi costano per 6-7 volte quella cifra.

    Ancora, fai riferimento alle spese del comune. Non so a quanto sale la spesa, ma ciò non ha alcun legame con il 99% dei produttori. Si è vero, il comune avrà speso una cifra x per assicurarsi un quantificativo di fichi, ma non sono quelli che vendono i produttori. Tali fichi sono stati fatti da un produttore x per manifestazioni a cui partecipa il comune. il 99% delle aziende lavora i fichi senza alcun beneficio del comune, quindi non è possibile fare un prezzo promozionale. Se tale cifra fosse suddivisa sul 100% delle aziende allora sarebbe tutto diverso. Per l’intrattenimento e la promozione della fiera, ne beneficiano tutti gli esercenti e gli amanti del Paese, quindi è un discorso che vale per tutti, dal produttore di fico al barrista al macellaio ecc ecc.

    Poi 1 quintale di fichi costerà anche 1500 euro, ma per produrre 1 quintale di fichi UNA sola persona lavora più di 8 ore al giorno per 1 mese (parlo dalla prima fase, quindi dalla raccolta al prodotto finito), quindi quei soldi li avrà guadagnati in 30 gg. Perchè tale produttore, che al 95% è un contadino non deve aver rendita alla pari di chi usa più il cervello per lavoro (come i laureati, diplomati, ecc..) e non l’olio di gomito?

    Senza polemica e sempre con stima.

    Francesco

  • devina:

    Caro Francesco,
    stai ipotizzando una situazione da “libro Cuore” con il povero contadino che si spacca la schiena per guadagnare in un mese di duro lavoro 1500 euro.
    A parte che io guadagno ben di meno al mese (questo giusto per dare un contributo reale ai tuoi ragionamenti “cervello vs olio di gomito”) ma stai spostando la situazione da quella che è la reale portata e, consentimi, lo stai facendo in modo non corretto.
    Perché sai bene che gli interventi di sopra non si riferiscono certo a situazioni circosrivibili sempre al famoso “povero contadino” che ricava in tutto un solo quintale di prodotto.
    C’è chi ne produce molti di più di quintali e c’è chi ha piantato migliaia di alberi di fico che daranno origine ad alcune migliaia di kg di fichi, che a loro volta si tramuteranno in decine di migliaia di euro.
    Lo so io, lo sai tu.
    Cosa a che a me, peraltro, non da fastidio.
    Ripeto: “cosa che a me non da fastidio”.
    Purché si dia il giusto valore al binomio lavoro-guadagno, altrimenti se viene baypassato questo passaggio siamo nel campo della speculazione.
    E che si debba speculare su un prodotto lanciato dal comune, con soldi (parecchi)della comunità, è una cosa che a qualcuno può far girare le scatole.
    Mille lire per un fico mandorlato, come diceva Rocco, è una esagerazione che non sta né in cielo né in terra.
    E se anche qualcuno per bontà divina, appunto, fosse disposto ad accettarlo in cielo, qui, per fortuna siamo sulla terra e davanti ad una vaschetta di 250 gr venduta vergognosamente a 4 euro, durante la fiera, alziamo la voce.
    Che almeno questo sia consentito.

  • midiesis:

    Inviato da Edmondo Bellanova:
    Mentre noi combattiamo la solita stupida “guerra tra poveri”, confondendo i ruoli tra: contadini,commercianti confezionatori e venditori, il fico cresce in San Michele Sal. e conquista spazio in via Umberto I, via Parini e SS 581.

    http://www.midiesis.it/midiesis/wp-content/uploads/2012/09/fico-2.jpg

    http://www.midiesis.it/midiesis/wp-content/uploads/2012/09/via-umberto-I.jpg

    http://www.midiesis.it/midiesis/wp-content/uploads/2012/09/ss-581.jpg

  • devina:

    Ma è la solita filiera del commercio.
    E’chiaro che nei diversi passaggi c’è chi guadagna di più (o molto di più) e chi di meno.
    Ma è anche un caso in cui, dalla pianta di fico alla vendita del prodotto finito, l’attore potrebbe essere sempre lo stesso.
    Pertanto la famosa “guerra tra poveri” non sposta di una virgola la questione, non risolve di certo l’anomalia del prezzo vertiginoso né quella che gli usufrutti del settore siano arrivati su un’iniziativa dell’amministrazione comunale con soldi pubblici.
    Altrimenti Francesco non scriverebbe che “il 99% delle aziende lavora i fichi senza alcun beneficio del comune” senza rendersi conto (o non volendo rendersene conto) che ciò di cui hanno beneficiato tutti stà nell’interesse che il comune ha creato sul prodotto, senza il quale interesse i fichi ritornerebbero a marcire sotto gli alberi o a seccare sui rami.
    Dove secondo me ritorneranno se non avverrà una calmierata alla spinta che tende a trasformarli in merce di lusso.

  • [...] Fica Mandorlata, a distanza di due anni torno a scriverti inchinandomi con deferenza  davanti alla “Regina dei prodotti di terra sammichelana”. [...]

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