Quando le lumache ritornano (di Nando De Vitis)

La lumaca, nome che impropriamente diamo alla chiocciola, è un invertebrato, della classe dei Gasteropodi, appartenente al Phylum dei molluschi.
Tutti conosciamo la sua caratteristica di starsene rinchiusa per i fatti suoi all’interna della propria conchiglia, aspettando la pioggia. E’ un animale dal carattere assai cauto e timido e si ritira appena sente il primo segnale di pericolo. Quando vengono anche solo sfiorate le antenne, queste si ritraggono istantaneamente. Si trascina per il piede ed usa una bava argentea come
lubrificante per evitare di ferirsi.
Oltre alla sua nota lentezza, un’altra caratteristica curiosa è legata alla riproduzione. La chiocciola è infatti un’ermafrodita insufficiente; ovvero possiede sia l’apparato maschile che femminile ma per la riproduzione necessita dell’intervento di un suo consimile. I due individui si accoppiano e rimangono fecondati contemporaneamente.
Ora ci sono alcuni personaggi (politici), non solo Sanmichelani, ci mancherebbe,  che, se ci fate caso, si comportano esattamente come le lumache.
Spariscono dalla vita sociale per mesi e anni, hanno una propria conchiglia che si portano dietro ovunque e sembrano quasi sparire dal paese che rischi di dimenticarti che esistano.
Sono innocui e timidi, sfuggono, si ritraggono e si trascinano su due piedi aspettando il momento giusto.
Poi arriva la pioggia, ovvero le elezioni comunali, annusano l’aria e da bravi gasteropodi (dal greco gastèr = stomaco e podòs = piede, cioè animali che si spostano strisciando sul proprio stomaco, come era inizialmente ritenuto) e nella fattispecie da brave lumache, escono allo scoperto con le antenne tese.
Sono quasi anonimi, però, se permetti, vogliono essere i tuoi amministratori.
Vogliono AMMINISTRARE poche storie; e allora eccoli in piazza su e giù, avanti e indietro, a lasciare la loro strisciata che, non sarà argentea, ma si nota ugualmente.

2 Commenti a “Quando le lumache ritornano (di Nando De Vitis)”

  • midiesis:

    Riceviamo da Giacomo Urso e pubblichiamo:
    Cari e gentili presunti candidati Sindaci, siete tutti brave persone. Il difficile non è vincere le elezioni. Il difficile è il dopo. Si diventa Sindaci, non per portare a spasso la fascia tricolore e pavoneggiarsi alle processioni e/o cerimonie varie – per essere guardati dall’alto in basso – per dire si a chi vi ha votato e no a chi non vi ha votato. Quella fascia tricolore ha un alto significato:.- e’ di tutti e bisogna indossarla con umiltà ascoltando tutti ma, sopratutto, essere trasparenti, prima con se stessi, poi con gli altri. Ah, per ultimo, per adesso, ai consigli comunali, cercate di parlare in italiano!! Ah, non fate promesse che non potete mantenere, specie in questo periodo di crisi. Smettetela di passare tra le case, specie quelle degli anziani ed illuderli. Vi conoscono tutti ormai Dovete fare e basta. Buona fortuna.
    ..

  • Le Lumache in dialetto si chiamano ” cozzapated “.
    Si i politicanti, a proposito del loro vizio di promettere mari e monti, mi viene in mente un episodio ha cui ho assistito anni fa, mi trovavo per lavoro in un paesino in provincia di Foggia (non voglio dire quale), durante un comizio elettorale, l’oratore di turno ( mi astengo dal dire il colore politico) come al solito prometteva e prometteva, ad un certo punto da un gruppetto di persone anziane si alzo una voce ” a dotto solo una cosa noi siamo vecchi e siccome siamo lontani dal mare sa ci vorremmo andare un poco “, ovviamente si riferiva ad avere un servizio di pulman per il mare, l’oratore ci penso un attimo e rispose “” non vi preoccupate se vinciamo noi vi metteremo anche il mare qui in paese”.
    Viva l’Italia.

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