Commercio auto: con il federalismo fiscale aumenta la tassa sui passaggi di proprietà (di Rocco D’Urso)

Agenzia De Donno - San Michele Salentino

Nei prossimi giorni sarà applicato operativamente il DL n. 68/2011 sulle nuove disposizioni in merito alle autonomie di entrata (federalismo fiscale) di Regioni e Provincie che porterà un aumento della tassa IPT, l’imposta provinciale di trascrizione, sui passaggi di proprietà di autoveicoli.

Abbiamo chiesto a Pompeo De Donno dell’Agenzia di pratiche automobilistiche DE DONNO di San Michele Salentino a quanto ammonteranno gli aumenti sui passaggi di proprietà ed i risvolti sul settore del commercio auto nella nostra realtà.

In poche parole si passerà da una imposta IPT fissa (per la prov. di Brindisi) di € 196,00, sui passaggi di proprietà tra privati-commercianti di autovetture nuove ed usate, ad una imposta che varia in base ai kw a partire dai 53.

Facciamo un esempio:

-          Per le autovetture fino a 53 kw l’IPT rimarrà di € 196,00

-          Per le autovetture superiori a 53 kw bisognerà moltiplicare i kw per un importo di € 4,56.

In specifico, se acquistiamo un auto che abbia una potenza di 70 kw dovremmo pagare € 319,20 di IPT a cui, però, va aggiunto: emolumenti PRA € 20,92; imposta di bollo € 29,24; diritti MCTC e fiscali € 27,22; bollo atto di proprietà € 14,62; onorario agenzia.

Ancora aumenti, quindi, per i cittadini che in questo caso specifico alimenteranno le casse delle Province italiane, quelle Province che dovevano essere abolite perché inutili.

Per quanto riguarda la ricaduta sul settore del commercio auto a San Michele Salentino, che dal 2008 accusa un calo di vendite, non dovrebbe risentirne dei nuovi aumenti anche perché per le utilitarie (auto fino a 53 kw) non vi sono variazioni in aumento. Gli aumenti significativi ricadono su autovetture di grossa cilindrata e potenza (basta farsi due calcoli per rendersi conto di come potrebbe quadruplicarsi l’imposta IPT), e per chi deve acquista un’auto, che può essere considerata oggi un bene di cui non si può farne a meno, non saranno 300 euro in più a farlo desistere.

Insomma, noi cittadini continuiamo a pagare ed a reggere le sorti di uno Stato che dovrebbe, per giustizia, “prelevare” dagli evasori, da chi detiene capitali notevoli e dai privilegi della casta politica.

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