IL MIO DIZIONARIO (di Vincenzo Palmisano) – 15^ parte

FANTASTICHERIA

“Dal tempo della Lettera 22 di mio padre, che sentivo picchiettare nella notte producendo (…) libri e articoli, l’idea che (…) la macchina per scrivere giusta, poi il computer giusto POTESSERO SCRIVERE DA SOLI quello che io non riuscivo a scrivere, mi aveva accompagnato”.  Così scrive nel suo bellissimo libro “Il lato fresco del cuscino. Alla ricerca delle cose perdute” il grande giornalista Vittorio Zucconi, da poco scomparso.

Come sempre faccio quando qualcosa mi colpisce, dopo aver letto e riletto questo passaggio del libro, ho sottolineato con il lapis la frase “potessero scrivere da  soli”, ed essendo per me le parole l’interruttore che accende la memoria e illumina il passato, d’improvviso mi sono ritrovato non seduto alla scrivania davanti alla mia macchina Lettera 22, ma alla guida della mia auto.

Ero giovane allora.

Per 40 anni ho fatto il pendolare tra la casa di Ostuni e la Scuola di San Michele Salentino. E la mia 127 bianca, abituata a percorrere ogni giorno la stessa strada e avendo imparato a memoria curve, dossi e rettilinei, guidava da sola, portandomi a destinazione con una puntualità cronometrica.

CREPUSCOLO

Sono due i crepuscoli, non uno. Il primo albeggiare e l’ultimo lucore.

Epifania e declino del giorno.

Due momenti di divina bellezza, e nel mezzo l’eterno fluire della vita.

SUPERLATIVO ASSOLUTO

Molte grazie, grazie tante, grazie infinite, grazie di cuore, di tutto cuore, dal profondo del cuore, grazie assai.

Quest’ultimo, diretto, immediato, squillante, li riassume, li contiene tutti e predispone all’abbraccio.

Forse solo assaissimo lo supererebbe.

LETTERATURA

Una grande invenzione che rende la vita meno dura.

VICINATO

In un condominio di Milano arriva un nuovo inquilino.

Per tre giorni consecutivi, casualmente e alla stessa ora, incontra sul pianerottolo un vecchio residente del palazzo.

I due prendono l’ascensore e all’uscita si salutano.

Buongiorno, buongiorno, e ognuno se ne va per i fatti suoi.

Al quarto giorno il vecchio condomino incontra il nuovo arrivato, lo saluta, e quello gli risponde: ”Ora basta, mica ci dobbiamo salutare tutti i giorni!”.

No, non era una battuta, non scherzava.

DEMOCRATURA

Democratura al posto di democrazia. Parola nuova di zecca.

Quando la leggo sui giornali e la ascolto alla televisione, mi vengono in mente altre parole: bruttura, stortura, frattura, rottura, paura.

BAROCCO

Passo davanti a Santa Croce, il capolavoro dell’architettura barocca leccese.

Mi fermo, guardo la spettacolare facciata, e per l’ennesima volta la sua abbagliante bellezza mi fa tornare in mente i versi con i quali il grande Vittorio Bodini, nella poesia intitolata “Lecce”,   chiude la presentazione al lettore della sua amata città:

“e come per scommessa/un carnevale di pietra/ simula in mille guise l’infinito”.

Nessuno ha ricreato e illuminato con una efficacia figurativa così straordinaria l’essenza e la complessità del nostro brulicante barocco.

GUERRA

Apro la Bibbia e leggo :”Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra”. ISAIA, 2,3.

La guerra, cancro dell’umanità, è inguaribile?

Vincenzo Palmisano

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