IL MIO DIZIONARIO (di Vincenzo Palmisano) – 9^ parte

IDROGEOLOGICO

Mentre leggo, incrocio l’aggettivo idrogeologico, un lampo di memoria attraversa la mia mente e illumina a giorno un episodio che il tempo aveva del tutto oscurato.

Accadde a San Michele moltissimi anni fa, quando il paese non aveva ancora le fogne e le strade non erano asfaltate.

Ve lo racconto, a volo d’uccello.

Allora per noi ragazzi, la domenica, fare lo struscio al corso dopo che era piovuto, significava andare su e giù, avanti e indietro, per ore ed ore e poi tornare a casa con le scarpe sporche di viscida fanghiglia.

Un disagio che, col passare degli anni, aveva creato, soprattutto negli adulti e nei vecchi, un malcontento e un malessere al limite della sopportazione. Perché, in alcune zone, quando diluviava, l’acqua allagava le strade, le rendeva limacciose, scivolose e, ristagnando, creava dappertutto pozzanghere e pantani maleodoranti.

Insomma un grosso problema che da sempre attendeva una soluzione che mai arrivava.

Le cose cambiarono quando una sera, a sorpresa, dopo tante promesse non mantenute, arrivò in piazza il Prefetto. Voleva vedere da vicino e toccare con mano la situazione tante volte, forse esageratamente, descrittagli.

Appena “Sua Eccellenza” scese dall’auto, il Sindaco, subito informato dalle tre guardie municipali, gli andò incontro, lo riverì e lo accompagnò in giro per il paese facendogli percorrere le zone  meno illuminate e più disastrate.

Alla fine il Prefetto, dopo aver toccato la situazione con mano e piedi, accigliato e determinato, risalì in macchina e tornò a Brindisi con le scarpe fradicie e sporche e i pantaloni inzaccherati di poltiglia.

Ebbe così fine l’esasperazione popolare e iniziò l’asfaltatura delle strade. E del gravissimo problema idrogeologico non si parlò più.

CHIMIENTI

“Nienti pi nienti voto a Chimienti”

E’ lo slogan di una campagna elettorale che si svolse a Brindisi alla fine dell’ottocento, e il titolo dell’ultimo libro dell’ex direttore di Quotidiano Vittorio Bruno Stamerra e di Tonia Marzo.

Gli autori raccontano che i brindisini, stanchi di essere rappresentati da uomini politici legati al vecchio sistema del padronato latifondista che nienti (niente) facevano per migliorare le condizioni della povera gente, sperando in un cambiamento, candidarono ed elessero al Parlamento Pietro Chimienti, un giovane e brillante brindisino, docente universitario di diritto. Il quale, nel suo ventennale percorso politico, divenne anche sottosegretario e ministro.

E il cambiamento ci fu.

Il racconto mi ha talmente colpito e intrigato che immediatamente e virtualmente mi sono ritrovato a San Michele Salentino, in via Pietro Chimienti, dove sono nato. Spinto dalla mia insaziabile curiosità mi sono chiesto: Pietro Chimienti, da ministro, ha mai visitato San Vito dei Normanni e la sua piccola frazione, nata attorno alla vecchia masseria di proprietà dei principi latifondisti Dentice di Frasso? Ha mai messo piede in quella via che tanti anni dopo sarebbe stata intestata a lui?.

Dopo la domanda, senza risposta, mi sono abbandonato alla ricerca del” tempo perduto”, ho rivisto gli amici d’infanzia, i compagni di scuola, i loro genitori, i nonni, i vicini di casa, ho risentito l’andirivieni di passi, di voci, di suoni che animava la strada e tutto mi è sembrato come una foto ingiallita d’archivio che ti trasmette la certezza che quel mondo non ci sarà mai più.

E ora, mentre mentalmente attraverso via Chimienti mi risuonano dentro i versi della poesia “Via de Angelis” del grande Vittorio Bodini:

Via/ senza eguali come mi canti in cuore (…) questa strada sbilenca e traballante/ fu dunque la mia pelle,/ pietre e lastrici umani/ di cui m’entrò nel sangue/ l’odore e la sua gaia tristezza./

Mi guidavi lo sguardo per porta/ per ogni vita altrui:/ho abitato in ogni numero civico della via/ con tutti/ con le rondini/ coi vecchi che muoiono all’alba/ in una verde luce d’acquario.

SPARAGNARE

Sembra dialetto, invece è italiano. D’altri tempi, quando Brindisi e Lecce facevano parte di Terra d’Otranto, quando in cielo saliva la luna piena, a Massarianova, nido e microcosmo della mia infanzia, le lampade a petrolio che rischiaravano le vie venivano spente per tutta la notte, perché bisognava risparmiare e fare tagli alla illuminazione pubblica.

Una decisione che più geniale e romantica non si poteva.

GUERRAFONDAIO

Un signore perbene che ha le mani sporche di sangue innocente.

ARCAISMO

Parola morta di vecchiaia. Resuscitarla e rimetterla in uso è, per me, come per un antiquario, restaurare un mobile antico.

VALIGIA

In un messaggio pubblicitario, una casa editrice afferma che “una valigia senza un libro è una valigia vuota”. E io, condividendo, postillo: dove vai se un libro non ce l’hai?

Vincenzo Palmisano

( continua )

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