SCONFITTA (di Edmondo Bellanova)

Alla continua ricerca d’informazioni sulla “tragedia della Xylella” ho seguito il consiglio del buon Domenico Biondi e ieri sera ero presente nella sala grande del castello ducale di Ceglie Messapica per assistere al convegno su CoDIRO e XYLELLA organizzato dal comitato TERRA LIBERA DAI VELENI.

Non credo d’aver individuato, tra il folto e variopinto pubblico, esponenti della politica che a mio modestissimo parere hanno fatto bene a disertare l’avvenimento.

Come dice ”il Diavoletto” dovremo essere eternamente grati a questi “forestieri”, promotori del comitato, che ci hanno fatto riscoprire il nostro territorio e si prodigano per la sua conservazione e valorizzazione, mentre politici ed amministratori locali sono in tutt’altre faccende affaccendati.

Questo è un punto fermo; come altrettanto indiscutibile è l’assurdità dell’eradicazione di tutte le piante esistenti nel raggio di 100 metri da un ulivo “dichiarato” infetto prevista dalla normativa vigente, ma non mi sembra possibile sostenere queste giuste ragioni con affermazioni esilaranti, confuse, imprecise.

Si è fatta un’analisi (prof.Perrino) sulle possibili cause dell’insorgenza del fenomeno addebitandole in modo specifico all’uso di erbicidi, pesticidi, veleni in genere, usati in agricoltura in sostituzione di quelle “buone pratiche” usate dai nostri avi. Non una parola sui possibili rimedi da prendere con immediatezza nella presunzione (credo) che l’uomo deve solo assecondare il naturale ciclo produttivo senza alcun intervento di natura chimica.

Sono venute fuori affermazioni del tutto particolari come quella che “una legge si rispetta solo se la condividiamo” mentre sembra che gli “untori” siano stati i vivaisti interessati a venderci nuove varietà di ulivo e gli speculatori edilizi che aspettano la desertificazione delle campagne per costruire campi da golf, piscine, villaggi turistici e mi è parso strano che queste affermazioni siano venute dall’avvocato invitato a dare i consigli legali ai poveri agricoltori che incorrono nei rigori di una normativa confusa, illogica, illegittima e incostituzionale.
Non ho resistito all’intervento di un “consulente legale del tribunale” e… sono andato via!

In questa storia alcune cose non quadrano e la contrapposizione tra la magistratura e politica e la gazzarra tra le stesse autorità scientifiche non ci tranquillizza! Non è questo che gli agricoltori, pur disposti a riconoscere i lori errori, si aspettano dalle istituzioni e ci resta la disperazione di constatare che siamo soli nella lotta per la tutela del territorio con la sola ed unica prospettiva di una SCONFITTA!

Sanmichelesalentino10marzo2018edmondobellanova

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