Midiesis al concerto di Joan As Police Woman

Rocco, Nando e Joan

Sabato 5 marzo 2011, abbiamo assistito al concerto di Joan As Police Woman presso il Teatro Comunale di Novoli (LE), una delle 4 tappe del tour italiano.
Joan As Police Woman è senza alcun dubbio una delle più belle voci emerse dalla scena musicale negli ultimi anni. Newyorkese di adozione, la bella cantante e violinista ha iniziato la sua carriera come musicista e corista per artisti del calibro di Rufus Wainwright o Antony And The Johnsons, e solo nel 2006 ha deciso di uscire allo scoperto con il suo primo album solista “Real Life”, a cui ha fatto seguito “To Survive” nel 2008.
La sua voce calda e avvolgente, combinata ad un talento musicale sopra le righe, hanno fin da subito conquistato il pubblico e travolto la critica, che le ha dedicato parole di lode in tutto il mondo consacrandola a nuova icona. Joan Wasser, questo il vero nome della poliziotta, sta per tornare con il suo terzo album “The Deep Field”, uscito il ventiquattro gennaio 2011 su etichetta PIAS.
È un disco estroverso e gioioso, ma anche un viaggio sentimentalmente turbinoso, intimo e al contempo universale, scritto con la dichiarata intenzione di poter parlare a tutti. Genuina, originale, accattivante: Joan as Police Woman sarà in Italia a marzo per una serie di date in cui proporrà per la prima volta dal vivo il suo nuovo “The Deep Field”.
Le altre dati del tour in Italia:
03/03/2011 – Milano, Teatro Franco Parenti
06/03/2011 – Roma, Auditorium Parco della Musica
07/03/20111 – Firenze, Teatro Odeon

6 Commenti a “Midiesis al concerto di Joan As Police Woman”

  • Anna De Vitis:

    e mentre io pensavo di inserire the magic nella compilation di nuove uscite da regalare a mio fratello, scopro che non solo lui già conosce joan as a police woman, non solo è andato al concerto, ma si è fatto pure la foto

  • midiesis:

    …ed ha comprato pure il cd; quindi pensa ad un altro regalo.
    Invece la cosa che ti dovrebbe meravigliare, cara Anna, sarebbe il vedere Nando ad un concerto dei Rimmel, o peggio, al concerto di De Gregori.

  • devina:

    non il cd, rocco, ma il vinile che tu mi hai aperto, elegantemente, con la tua “unghia” per farmelo autografare.

  • Anna De Vitis:

    ..non sapevo che non gli piacesse De Gregori. Ma può sempre cambiare idea: anni fa non amava Capossela, poi invece…. Ps: visto che Joan me la sono giocata, vi segnalo Blackfield, Porcupine Tree, Elbow.

  • midiesis:

    Su De Gregori è irriducibile!

  • devina:

    Non ho mai avuto niente contro Capossela e De gregori è stato uno dei miei ascolti da adolescente.
    D’altronde era la stagione dei cantautori, alcuni dei quali li seguo tutt’ora.
    Ma quegli anni e quella generazione di artisti, guardati oggi, non possono non segnalare il nostro provincialismo.
    Mentre in Inghilterra e in America i vari Sex pistols, Clash, Television, Talking Heads, Damned, Ramones…mettevano a ferro e fuoco le città noi, nel migliore dei casi, cantavamo “Ma come fanno i marinai”.
    Da noi poi, meridione d’italia e doppiamente meridione musicale d’italia a sua volta meridione del monopolio anglosassone, non sembrava che “Cristo” si fosse fermato ad Eboli, ma che non ci fosse nemmeno andato vicino.
    Ho avuto/ho, quindi, sempre un rapporto di amore-odio verso i cantautori. Amore perchè mi collegano ai miei 15-16 anni e perchè li ho seguiti in modo non superficiale, “odio” (le viorgolette sono d’obbligo) perchè formavano una sorta di cuscinetto verso la cultura Rock in senso stretto.
    Chiaramente i cantautori avevano una ragione d’essere legata al nostro contesto storico e mi permettro di criticarli perchè li conosco molto bene.
    Oggi, anche se i ragli di De Gregori proprio non si possono sopportare (e insieme alla maggior parte dei suoi colleghi è oramai oggetto da museo), guardo con più benevolenza a quegli anni e se dovessi segnalare 15 titoli con cui approcciarsi al nostro cantautorato (quello storico degli anni ’70, con poche eccezioni), direi, in ordine sparso:

    Storia di un impiagato (De Andrè)
    Diesel (Finardi)
    Tra demonio e Santità (Fortis)
    Patriots (Battiato)
    Lucio Dalla (Dalla)
    Ho visto anche degli zingari felici (Lolli)
    Burattino senza fili (Bennato)
    Bufalo Bill (De Gregori)
    Zerolandia (Zero)
    La batteria il contrabasso, eccetera (Battisti)
    Anche meglio di Garibaldi (De Angelis)
    La pulce d’acqua (Branduardi)
    Via Paolo Fabbri 43 (Guccini)
    Mio fratello è figlio unico (Gaetano)
    La buona Novella (De Andrè)

    Lista che si apre e chiude, unica eccezione e non a caso, con Fabrizio De Andrè.

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