SARDË, VOPË E NACCARIEDD (di Edmondo Bellanova)

Il Consiglio Comunale del 23.09.2022 è durato un ora, quarantanove minuti e cinquantacinque secondi e per 1 ora,10 minuti e 54 secondi  i lavori si sono consumati in comunicazioni e stracomunicazioni.

Riprendo una mia precedente “argomentazione” con la presunzione di essere utile alla dott.ssa Marianna Matarrese nel suo difficile tentativo di condurre nel migliore dei modi quest’assise.

Riporto integralmente i primi due commi dell’art 51 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale:

  1. All’inizio dell’adunanza concluse le formalità preliminari il Presidente, il Sindaco o gli Assessori, effettuano al Consiglio le eventuali comunicazioni su fatti e circostanze di particolare rilievo per la Comunità, o di carattere generale.

  2. In tale momento ogni Consigliere può chiedere la parola per la celebrazione di eventi, commemorazione di persone e per la manifestazione di sentimenti del Consiglio d’interesse locale o generale.

L’articolo disciplina, poi, tempi e le modalità d’intervento che non consentono in nessun modo al consigliere di trattare argomenti a libera scelta se pur riferiti a seri ed importanti tematiche.

A me sembra che, in danno al corretto svolgimento dei  lavori  consigliari, i tempi siano spesso maggiori all’ora che il regolamento   prevede per  questi preliminari.

Per giustificare il senso del titolo vado ora al problema dei “Dentice di Frasso”.

Comprendo pure che il Comitato No Enfiteusi abbia in profonda antipatia questa famiglia, ma una cosa è il contingente problema dell’affrancazione dei canoni enfiteutici altro è la storia.

Non è una questione d’identificazione di  specie ittica, come mi sembra si sia discusso in Consiglio, ma bisogna rifarsi alla documentazione storica della nascita di questo Comune ed allora scopriremmo come nel  Decreto Regio del 13 marzo 1930 si autorizzava il nuovo comune   a far uso di uno stemma e gonfalone che “nella terza fascia mareggia d’azzurro e d’argento al delfinio natante del secondo”.

Quindi mi sembra logico supporre che con questo decreto si sia voluto rendere omaggio alla famiglia dei Dentice, antica casa patrizia romana dei Dentati che aveva appunto un dentice nello stemma.

Definita la definizione dello ”strano pesce” raffigurato nel nostro stemma non mi sembra sensata l’iniziativa dell’amico Tonino Chirico di procedere alla revisione di stemma e denominazione  di strade, fermo restando il sacrosanto  diritto dei  sottoscrittori della petizione ad avere risposta.

Voglio poi soffermarmi sulla questione della informatizzazione che, piano piano, condiziona in modo irreversibile la nostra vita sociale ed i rapporti del cittadino con l’amministrazione pubblica. Legittimamente si prevede l’uso della PEC per convocare il Consiglio  e dell’albo informatico per notificare atti,  delibere, provvedimenti e decisioni amministrative. Tutto per “risparmiare carta e tempo” in danno di tanta parte della popolazione  che non è attrezzata all’uso di queste nuove tecnologie. Bisognerebbe avere diverso rapporto con chi non ha avuto l’opportunità di conoscere ed usare questi nuovi sistemi di comunicazione.

Altre due o tre “interrogazioni”:

-  si può conoscere il costo del soggiorno all’isola d’Ischia a carico di chi volesse parteciparvi?

- ma veramente c’è bisogno del tecnico della ASL per definire la natura dei rifiuti da raccogliere?

- ma è sempre necessario deliberare l’immediata esecutività dell’atto adottato?

sanmichelesalentino23settembre2022edmondobellanova

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