ADDIO GIO’ (di Edmondo Bellanova)

Ancora una triste notizia! Da Bari ci dicono che è morto Nuccio (Donato) Gioia il figlio di “Binidittë la uardië”.

Con Giò (come in confidenza ci piaceva chiamarlo) continuiamo a perdere personaggi che hanno accompagnato tanta parte delle nostre esperienze.

Per me era il terzo moschettiere con Mario Nacci “Lu gnurë” e Armando “La mammarë”, professionisti affermati che, quanto venivano in paese per le ferie, tornavano ”bambini- vitelloni” e qui non si possono elencare le loro bravate che cominciavano con la consumazione di “na coppä” alla cantina per finire all’alba in posti impensabili.

Mi dispiace poter conservare di loro solo il ricordo di momenti felici e spensierati ed è triste costatare che tutto passa, inesorabilmente senza alcuna speranza di ritorno.

sanmichelesalentin31maggio2020edmondobellanva

5 Commenti a “ADDIO GIO’ (di Edmondo Bellanova)”

  • Claudio muschio:

    Apprendo che Nucciogió non c’è più, e sono triste, molto triste davvero perché si porta via una piccola fetta della mia felice gioventù: fatta di spaaosissime serate e gags impagabili ed irripetibili a cui spesso non era estraneo il suo inseparabile e amato barboncino. Nonostante la differenza d’età, l’affettuosa considerazione di cui ero oggetto mi rendeva spesso pienamente partecipe delle avventure di quelle simpatiche canaglie. E forse, chissà, ci sarà occasione diversa per rinverdire il ricordo di qualche esilarante scorribanda essendo ormai prescritto il reato di spudorato divertimento… Ciao Nuccio…

  • Mina Miccoli:

    Grazie Edmondo per averlo ricordato così felice e gioioso il nostro grande zio, l’unico che ci era rimasto, lo zio che ci ha fatto un po’ da padre, quando da piccoli abitavamo a casa della nonna perché papà era in Germania. Ogni fine settimana tornava a San Michele e ci portava regali, cibo e tanta allegria con i suoi mitici amici Armando, Mario e ricordo benissimo anche te Edmondo, nella compagnia; e come dici tu ne combinavano di bravate, di ogni tipo, dalla sera fino all’alba.
    Come tutti gli anni quando vengo in ferie a San Michele, andavo a trovarlo a Rosa Marina, o finché ha potuto veniva lui da noi e tutte le volte erano grandi risate, raccontandoci vari aneddoti giovanili, tra cui alcuni che riguardano anche te: l’ultima volta è stata questa estate, quando mi ha ricordato un vostro episodio da giovani al mare, che spero di poterlo rievocare appena sarà possibile incontrarci. Grazie zio, ci mancherai tanto tanto tanto…

  • Daniele:

    Arrivederci Zio Nuccio. Ti ricordo con tanto affetto.
    Daniele

  • Nuccio Cavallo:

    Ciao Gio’, è con un arrivederci che voglio salutarti e non con un addio. Anche se non ci incontravamo spesso, quando venivo a San Michele, ogni volta c’era sempre un occasione per parlare di te e ricordare gli anni trascorsi insieme e quando si brinda a cu Lu buttiglione di miere e la sparacina. Di nuovo ciao Nuccio

  • Pietro D'urso:

    Caro “Gio’ ” la tua scomparsa chiude un ciclo meraviglioso del della mia vita. Non era sola amicizia che mi legava a te. La tua compagnia era indispensabile e sia io che tutti gli altri amici ( Edmondo, Pierino, Totore “Stefano di sobb t’Aen” ed altri non vedevamo l’ora che arrivasse il sabato pomeriggio per abbracciarti e passare la serata facendoti anche piccoli dispettucci a te ed al tuo barboncino, che rincorreva con grandi rischi di graffi, tutti i gatti che passavano. Non dimentico le battute quasi sensate da parte di Stefano che rispondeva alle tue battute provocatorie. Quando poi si aggiungevano Mario Nacci e Armando “La mammer” lo spasso e le battute si triplicano. Addio “Gio’ “. Pietro

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