“Atto di fede”, il film documentario girato a San Michele Salentino, disponibile su Amazon Prime

Il film documentario “Atto di fede” girato a San Michele Salentino per la regia di Vittorio Antonacci e la produzione di Rosario Altavilla, attore originario, proprio, di San Michele Salentino, è disponibile su Amazon Prime.

Atto di fede è un documentario in tre atti sui lavoratori itineranti delle feste religiose in Puglia. Uomini di buona volontà che lavorano per conto dell’Altissimo senza pretendere un posto in Paradiso. Personaggi come bandisti, madonnari e fedeli che rinnovano le tradizioni e consolidano le nostre comunità.

Seguendo una banda di Paese durante le feste patronali, poi la tournée di un madonnaro per i paesini della Puglia e, infine, una statua della Vergine che migra di casa in casa ricevendo ogni volta un’accoglienza da star, Atto di fede cercherà di svelare l’altro volto della religione.

Attorno a Dio, alla Madonna e a tutti i santi ruota infatti un’invisibile ma infallibile macchina organizzativa popolare, i cui ingranaggi – personaggi come, appunto, bandisti, madonnari e, ovviamente, i fedeli – fanno sì che, puntualmente, il culto si rinnovi, le comunità si riuniscano e il sentimento del sacro si perpetui e umanizzi. Non lo fanno né per i soldi né per protagonismo, né hanno un esplicito mandato: il loro è un vero e proprio atto di fede.

Lo scopo del trittico non è però quello di indagare il sentimento religioso dei personaggi che compongono quest’affresco, il che è faccenda personale e per noi poco interessante. Atto di fede parla piuttosto di tutto ciò che ruota attorno alla religione, di quello che gli uomini fanno non solo e non tanto per compiacere il loro Dio, ma anche per permettere a sé stessi e agli altri di continuare a crederci, alimentando la fede propria e altrui attraverso la festa, l’arte e la condivisione. In un certo senso ci sembra pure che chi compie questo atto di fede non lo faccia solo nei confronti del divino ma, forse soprattutto, nei confronti degli altri uomini. E’ davvero per Dio che si suona, si dipingono Madonne e si apre la porta di casa propria? La nostra idea è, piuttosto, che la festa religiosa non sia che il pretesto preferito dalle piccole realtà italiane (in particolare del Sud Italia e, qui nello specifico, pugliesi) per celebrare la propria continuità e garantire la sopravvivenza sociale della comunità.

 

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