Ricordo di Gillo Dorfles (di Elio Palmisano)

In queste ore di angoscioso isolamento ho pensato spesso alle giornate trascorse con gioiosa attenzione ad ascoltare le narrazioni di Gillo Dorfles sulle sue scoperte di grandi innovazioni nell’ambito dell’Arte, dell’Architettura, del Design, della Musica e della Scienza. Gillo Dorfles aveva sostenuto le persone che nell’ambito delle Arti Plastiche sarebbero stati gli Innovatori.

Non ho potuto inviare tempestivamente il mio omaggio a Gillo Dorfles. Lo faccio ora.

Ho conosciuto Gillo Dorfles il primo dicembre 1972 all’inaugurazione della mostra di 88 opere di Max Klinger nella mia “Galleria dell’Incisione” in Via della Spiga, a Milano.
Arrivò insieme a Renzo Margonari, che aveva scritto la prefazione del catalogo della mostra. Mentre conversavamo, arrivò Dino Buzzati accompagnato da Indro Montanelli. Poco dopo arrivarono Cristina Morozzi, Alberto Arbasino, Leonardo Sciascia, Isa Vercelloni. Più tardi arrivò Guido Rossi, sapiente collezionista d’arte dell’ Ottocento e del Novecento, nonché esperto bibliofilo.

Mi disse subito: “E’ una mostra ben ordinata e suggestiva; come hai fatto a procurarti queste opere così preziose?” Le ho trovate visitando tutte le gallerie d’arte della Germania e partecipando alle aste d’arte di Germania e Svizzera”. Così ho scoperto il magnifico Max Klinger, le “cui visioni”anticiparono i temi centrali di alcuni tra i più importanti movimenti artistici del Novecento, dal “Surrealismo” alla Metafisica”.
Per quanto riguarda le mostra dei Simbolisti Cecoslovacchi e delle Avanguardie dell’Est Europa di cui avevo visto le opere riprodotte su riviste tedesche (Frank Kupka, Imre Szobotka, Bela Kadar, Kazimir Malevich, Tihamer Gyarmathy, Zinaida Serebrjakova, Natalja Goncharova) ho visitato i paesi dove erano nati o vissuto gli artisti.
Quando il Professore Guido Rossi mi chiese come facevo a recarmi oltre la “Cortina di Ferro” rispondevo: “Professore, la cultura apre le porte”.

Ebbe così inizio la mia frequentazione di Gillo Dorfles, il cui interesse per la mia attività si intensificò quando, chiusa la Galleria a Milano, diedi vita, a Saronno, all’Atelier d’Arte Tessile. Qui in sinergia con artisti e designer di fama abbiamo creato una collezione d’Arte Tessile unica al mondo, composta da 320 progetti, tra arazzi e tappeti, realizzati tra il 1968 e il 2005 in varie forme e dimensioni.
Della sua attenzione verso questa mia nuova impresa restano tracce indelebili nel mio volume illustrato “Arte, design ricerca e innovazione dal 1962 al 2018”, dove il suo acume critico risplende nell’analisi dei tappeti e degli arazzi di Ugo Nespolo e nella prefazione del libro “ I diamanti di Elio Palmisano”. Devo quindi molto a Gillo Dorfles, Medico, Docente Universitario di Estetica, Critico d’Arte, Assertore di una nuova concezione del bello, Pittore, Scultore, Ceramista.

Fu un suo articolo su “Il sole 24 Ore”riguardante la mostra a Londra della splendida Ceramica Italiana del Novecento che mi introdusse nel mondo della Ceramica Artistica.
La mostra “Terra Incognita: Italy’s Ceramic Revival” alla Estorick Collection di Londra esponeva 70 capolavori della mirabile Arte Ceramica Italiana del Novecento. Ecco alcuni nomi dei Ceramisti Italiani Innovatori: Pietro Melandri, Galileo Chini, Arturo Martini, Nicolaj Diulgheroff, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Carlo Zauli. La mostra fu pubblicata con illustrazioni da DOMUS.
Dopo aver rovistato pubblicazioni, internet e riviste specializzate, insoddisfatto e spinto dalla mia curiosità intellettuale, decisi di fare una ricerca sul campo. E, perlustrando l’Italia dalla Lombardia alla Sicilia, ho trovato una infinità di artisti che, rompendo con la tradizione, hanno creato e creano opere meravigliose di ceramica.
Entrare nei loro laboratori è stato come assistere al miracolo di una idea, astratta, invisibile, che, trasformandosi, si incarna nell’argilla e diventa opera d’arte.
Ora Gillo Dorfles non c’è più. Se n’è andato a 107 anni. Ma il mio ricordo di un uomo pacato, apparentemente impassibile, con dentro il fuoco della passione e di una prodigiosa e instancabile creatività, non morirà mai.

Elio Palmisano

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