Programmare la ripresa economica e sociale dei propri paesi (di Alessandro Torroni)

Confinato come tutti e recluso in casa a leggere, a guardare la televisione e a rispondere ai clienti dello studio, mi sono stancato di vedere e sentire politici di ogni sorta che, comparendo da ogni parte, sono tutti pronti a darci lezioni di comportamento e consigli vari, arrivando persino a rivestire la figura di “sceriffi”.

Neanche i cinesi (in regime totalitario) sono stati così ubbidienti e remissivi come gli italiani, che non solo stanno facendo sacrifici enormi, ma si stanno mostrando anche maturi, responsabili e solidali.

Nessun sindaco, però, che quotidianamente e pappagallescamente sta ripetendo o intimando di “restare a casa” (come è giusto che sia), sta dicendo o pensando come programmare la ripresa economica e sociale dei propri paesi dopo che sarà finita questa pandemia che si prevede ancora molto lunga.

Eppure, tutti sanno che più del 90% delle piccole imprese e titolari di partita IVA già da qualche tempo non vedono entrare un centesimo.

Altro che like e stupidi applausi di “lecchini” che esaltano il niente!

I problemi che avremo saranno di vasta portata se non catastrofici e non credo che il governo centrale, con tutti i suoi aiuti, potrà fare gran che, specialmente se si pensa alle tante trascuratezze stratificate da decenni in questo nostro Paese a tutti i livelli. Si pensi ai terremoti, ai dissesti geologici, alle tempeste, alle alluvioni, ai crolli dei ponti ecc. ecc.

L’unico baluardo serio dovrebbero essere i sindaci, ma a quanto pare, anche questi come al governo centrale, stanno recitando copioni che vanno in scena ormai da molti anni senza che alcuno di essi si stia preoccupando di avere una visione del futuro che sarà amaro per tutti.

Tanto poi la scusa è pronta: “Tutta colpa del coronavirus!”

Sarà davvero un momentaccio che porterà problemi seri, perché oltre alla gestione normale, alle misure assistenziali immediate e a qualche probabile ulteriore infortunio, si dovrà pensare al modo di rimettere in sesto l’economia.

E tutto questo è affidato sicuramente al buon senso dei cittadini e alle capacità dei nostri imprenditori, ma molto anche e soprattutto a chi si è assunto la responsabilità di guidare questo paese.

È su questo che si vedrà se si è avuta la capacità di affrontare la crisi con responsabilità e scelte di prospettive o se si è continuato a coltivare il proprio orticello del consenso, limitandosi alla demagogica autoesaltazione.

Alessandro Torroni

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