CADUTI (di Edmondo Bellanova)

Di prima mattina il posto più fresco e ventilato è la  piazzetta della Madonna del Carmelo. Lì, sulle due panchine, mi piace aspettare gli amici con i quali scambiare “due chiacchiere”.

C’è giusto il tempo di parlare di politica, sport e cultura, perché poi, presi dagli impegni personali, con il sopraggiungere dei raggi de sole, troviamo riparo altrove lasciando la grande e bella Piazza Marconi a disposizione dei turisti che già in tanti vengono a trovarci.

Anche questa mattina, con il vice-sindaco, abbiamo discusso delle lapidi poste sul monumento di Piazza Dante per ricordare i caduti sanmichelani della prima e seconda guerra mondiale. Sembra che ci siano delle inesattezze sul numero e sui nomi dei caduti che restano poco leggibili sul (caro) marmo.

Non intendo esprimere parere sull’opportunità d’aver aggiunto dei corpi estranei all’opera del buon Max Boselli (de gustibus non disputandum est!) che pure avrebbe indicato dove collocare le “tabulae”, ma ritengo si sia persa l’occasione per ricordare i nostri caduti nel migliore dei modi.

Bella, con partecipazioni importanti e ben organizzata tutta la manifestazione (splendida la “mia” fanfara”!) ma ho sentito assente il popolo, le famiglie di questi figli di San Michele Salentino che, più o meno coscientemente, hanno immolato la propria vita per la patria. Forse si potevano coinvolgere di più i parenti per testimoniare e rivitalizzare  il loro ricordo.

Un nome e cognome inciso nel freddo marmo non raccontano proprio niente e solo in pochi (mi assicurano) sanno che un loro parente e lì riportato. Questa non vuole essere “la mia solita critica” ma “il solito mio positivo contributo”.

Sulla lapide non si poteva, ma è opportuno identificare meglio questi giovani. Marco Marraffa nel suo “Le origini e l’evoluzione di San Michele Salentino” riporta le generalità complete dei 108 caduti con il corpo di appartenenza, il luogo della caduta e sepoltura. Sul sito del Ministero della Difesa è facilmente ritrovabile l’elenco ufficiale dei caduti in guerra ed anche negli uffici del Comune dovrebbe esserci l’elenco, mi dicono, elaborato da Nuccio Miccoli con una minuziosa ricerca. Si può stabilire con esattezza il numero, i nomi e storie di questi caduti.

Con questi dati non dovrebbe essere complicato rintracciare i famigliari dei caduti ed acquisire altri elementi ed in particolare le foto dei caduti. Il tutto potrebbe essere pubblicato sul sito del Comune e meglio ancora: essere oggetto di una pubblicazione da donare alle famiglie stesse perché ne diano memoria ai giovani. Costerebbe quanto la sponsorizzazione di un saggio di danza! Potrebbe essere un’iniziativa concordata con la scuola e con quanti hanno tempo a diposizione da perdere nella ricerca delle nostre origini. Io, ci sono!

Sanmichelesalentino08luglio2019edmondobellanova

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