Un’opera di Stefano Cavallo alla Collezione d’arte contemporanea della Camera di Commercio di Brindisi

Il prossimo 3 Luglio, alle ore 11 presso la sala convegni, sarà presentata la collezione d’arte contemporanea della Camera di Commercio di Brindisi.

Dipinti, disegni, una scultura, realizzati con tecniche e materiali differenti, dall’interessante valore storico e documentario. Opere di pregio che l’Ente ha acquistato negli anni, a partire dalla sua istituzione avvenuta nel 1927, e che, a partire dal 2017, ha iniziato a catalogare grazie ad un percorso di ricerca storico-filologica, condotto da Massimo Guastella, docente di Storia dell’arte contemporanea dell’Università del Salento.

Parte di questo patrimonio sarà condivisa con il territorio, un’antologia di 22 opere del XX secolo, che sarà resa fruibile a tutti grazie ad un’esposizione permanente allestita nella Sala Convegni della Camera di Commercio di Brindisi.

Un modo per raccontarsi attraverso la bellezza e per comprendere fino in fondo il ruolo svolto dall’Ente per incentivare lo sviluppo del territorio sotto il profilo economico e culturale, per recuperare e valorizzare le proprie radici, la propria identità attraverso l’arte.

Le opere selezionate, che valorizzano gli artisti originari della Terra d’Otranto, e non solo, sono quelle che in maniera forte ed inequivocabile veicolano l’orgoglio dell’appartenenza alla provincia di Brindisi. Sono opere che raccontano la storia di Brindisi e dei Comuni della provincia, che raccontano l’impegno di un Ente che negli anni ha investito nelle attività di promozione territoriale e nella cultura locale.

Tra i lavori esposti ve ne sono alcuni di particolare interesse come ad esempio un dipinto realizzato da un ignoto pittore meridionale nel 1739 che ritrae Pietro Marzolla, importante esponente dell’aristocrazia brindisina; una scultura del 1934 di Stefano Cavallo, artista di San Michele Salentino al quale è intitolata la pinacoteca comunale della città natìa, e “Luce Mediterranea”, un dipinto realizzato da Roberto Manni nel 1973 che racchiude il messaggio identitario che l’iniziativa intende valorizzare.

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