Psicogeografie urbane

Riceviamo da Durango Esperienze e di seguito pubblichiamo:
Nella città trasformata in area metropolitana, senza confini certi e quindi sconfinata, si fatica a rintracciare la ormai mitica comunità locale, dove i membri sono in relazione di reciproca familiarità, dove la comunicazione avviene faccia a faccia, dove i problemi si affrontano e risolvono in assemblea.
Se l’idea di comunità locale si attaglia poco alla metropoli, la città non è priva però di altre forme di comunità, community, svincolate dalla prossimità spaziale e sostanziate dalla scelta, dalle appartenenze culturali, dall’episodicità.
In questo senso, la città è un luogo privilegiato dell’innovazione, dove si manifestano i segnali deboli del mutamento, dove nascono nuove forme di esclusione e dove si rivendicano nuove frontiere dei diritti; dove i desideri si giustappongono gli uni agli altri, attendendo un mediatore in grado di indirizzarli verso una realizzazione anche parziale, anche non autentica, anche simulata.

26 maggio
PSICOGEOGRAFIE URBANE
Dalla retorica della comunità locale al paradigma delle città desideranti
per una nuova prospettiva di progettazione sociale
di Claudio Cippitelli
Sociologo – Parsec Consortium di Roma

DESTINATARI
Educatori, attori amministrativi, decisori politici, operatori sociosanitari pubblici e privati (psicologi, ass. sociali, ecc), organizzazioni di categoria.

DURATA
7 ore

SEDE
Trani

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