Premio CARE’s Social Responsibility Award 2017 a Francesca Iurlaro

CARE’s – The ethical Chef Days è un evento creato da Norbert Niederkofler, chef doppiostellato del ristorante St. Hubertus di San Cassiano (BZ) e Paolo Ferretti, fondatore dell’agenzia di communicazione hmc a Bolzano, in collaborazione con lo chef Giancarlo Morelli*, del ristorante Pomireu (Seregno, MB).

Si tratta di un progetto pensato dagli chef per gli chef, ma non solo: lo scopo di CARE’s (che inglese significa: prendersi cura) è quello di unire professionisti del cibo e del vino per riflettere sul tema della sostenibilità del cibo. Lo scopo, dunque, è quello di prendersi cura, attraverso il cibo, di noi stessi e dell’ambiente. È un tema quanto mai pressante quello della “cucina etica”: come possiamo cioè cucinare in un modo che sia etico e sostenibile per noi e per l’ambiente? Occorre tornare a rispettare il ritmo della natura, insistendo sulla stagionalità dei prodotti, favorendo il lavoro di produttori, contadini e allevatori locali e riducendo lo spreco di cibo.

La prima edizione di CARE’s, tenutasi in Alta Badia nel gennaio 2016, ha aperto la strada alla riflessione su questi temi, coinvolgendo in primo luogo gli chef che, grazie alla popolarità mediatica di cui godono, possono svolgere un ruolo importantissimo di sensibilizzazione alle tematiche del cibo etico.

L’edizione estiva di CARE’s si è invece tenuta a Salina, una delle Isole Eolie, dal 21 al 25 maggio 2017. La location di Salina è stata scelta perché condivide con l’Alta Badia un forte isolamento geografico, fattore che spinge chi lavora in queste zone a utilizzare al meglio le risorse locali, data la difficoltà di approvvigionamento di quelle esterne. Nei cinque giorni siciliani chef, giornalisti e professionisti si sono confrontati sui temi della sostenibilità del cibo, del consumo ittico, sulla questione dell’energia, e sulla quella della tracciabilità dei prodotti. Il leit motiv di questi incontri, che hanno avuto luogo a volte in tavole rotonde è a volte su tavole imbandite, è stato quello di osservare come la creatività dello chef sia messa alla prova (e non limitata) qualora adotti uno stile di cucina etico, costringendosi cioè a utilizzare prodotti stagionali e locali e, di conseguenza, a sperimentare nuove ricette per proporre prodotti spesso sconosciuti o non abbastanza valorizzati.

Tutti questi sono, ovviamente, problemi con cui abbiamo a che fare ogni giorno, ma sono anche, da un punto di vista filosofico, problemi etici. Se l’etica è la branca della filosofia che si occupa dell’agire umano e dei moventi, valori e obblighi a esso connessi, la filosofia può allora fornire un punto di vista privilegiato per riflettere sul tema della cucina etica. Da qualche anno la disciplina filosofica della food ethics affronta proprio queste tematiche: quali domande dobbiamo porci quando ci occupiamo della nostra nutrizione? Esiste un modo “moralmente giusto” di mangiare? Quali aspetti morali sono implicati nella produzione del cibo? Quali le implicazioni sociali, politiche e giuridiche? Mangiare bene è un diritto o un dovere? Può il cibo essere un veicolo di miglioramento della giustizia sociale? È “etico” mangiare gli animali? O c’è un modo etico di mangiarli? Quanto può estendersi la libertà umana, a scapito delle altre specie e dell’ecosistema?

Queste riflessioni della filosofia coincidono in pieno con lo spirito di CARE’s, che quest’anno ha deciso, con il supporto di Marchesi 1824, la storica pasticceria di Milano (proprietà del Gruppo Prada), di conferire il CARE’s Social Responsibility Award proprio a una filosofa. Il premio ha lo scopo di promuovere chi si è distinto nella valorizzazione dei principi della cucina etica ed è generalmente assegnato a professionisti del settore, come chef o produttori locali. Quest’anno CARE’s e Marchesi 1824 hanno deciso di conferire il premio a Francesca Iurlaro, una dottoranda laureata in filosofia, per promuovere una riflessione meno pratica e più intellettuale e accademica sul tema. Tale premio prevede l’assegnazione di una borsa di studio finalizzata alla redazione di un articolo accademico sull’esperienza di CARE’s come caso di studio per un’etica del cibo.

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