La campagna elettorale che vorrei: senza ingiurie, diffamazioni e calunnia (di Michele Salonna)

Michele Salonna

Tra pochi mesi ci saranno le elezioni per il rinnovo dell’Amministrazione comunale di San Michele Salentino e, pertanto, sta per avviarsi la campagna elettorale.

Da un lato l’Amministrazione uscente che, salvo sorprese e ripensamenti dell’ultima ora, si ripresenterà quasi compatta all’elettorato, esalterà la propria capacità amministrativa mettendo in bella mostra i risultati del proprio lavoro; dall’altro i competitori, la controparte, che invece avranno interesse ad evidenziare le inefficienze dell’amministrazione uscente, esponendo ed esaltando le proprie proposte alternative.

L’esperienza del passato insegna, però, che il percorso della campagna elettorale potrebbe non rivelarsi così lineare e pacifico. Il vuoto di proposte programmatiche, una prepotente sottocultura politico sociale, l’innato capacità di alcuni d’inoculare il veleno dell’odio in uno con una collaudata fantasia denigratoria, potrebbero spostare il dibattito e l’attenzione su aspetti personali dei singoli candidati che nulla hanno a che vedere con le loro capacità amministrative e con le idee di cui sono portatori. Il loro unico obiettivo è il pettegolezzo, la sistematica denigrazione dell’avversario di turno, l’affannosa ricerca della pagliuzza nell’occhio altrui per nascondere la trave nel proprio, il più delle volte mescolando piccolissimi pezzetti di verità nel mare di bugie solo per rendere credibili le loro asserzioni.

Cosa possiamo fare per proteggerci da questi elementi?

Una prima risposta può essere quella dell’isolamento morale e politico di questi soggetti. S. Michele è una piccola comunità composta da persone serie e laboriose che, mi rifiuto pensarlo, non aspirano certo a vivere una campagna elettorale fatta di insulti e di accuse infamanti, considerato che tutti conoscono tutti e il giorno dopo vorrebbero sicuramente continuare a salutarsi e a rispettarsi vicendevolmente.

Se, tuttavia, il richiamo al senso di responsabilità non dovesse rivelarsi sufficiente, allora, pur se come ultima ratio, ci vengono in soccorso alcuni istituti del codice penale, come il reato di ingiuria, diffamazione e calunnia.

La differenza tra di essi è sottile ma significativa.

L’ingiuria, pur essendo stata depenalizzata, è comunque portatrice di conseguenze civili e  patrimoniali quali il risarcimento del danno. Si commette questo reato quando  si lede la dignità personale e sociale dell’essere umano colpendo le sue qualità morali e il rispetto di cui gode all’interno di un determinato contesto sociale. Il requisito fondamentale e distintivo dalle altre figure è la presenza della persona ingiuriata.

Il reato di diffamazione prevede un’azione più vigliacca, cioè offendere la reputazione di altri senza la loro presenza. Infatti commette  il reato di diffamazione (art. 595 c.p.) chi offende l’altrui reputazione in assenza della persona offesa, ed in presenza di almeno due persone. La pena consiste nella reclusione fino ad un anno e multa fino a € 1032,91.

Dall’ingiuria e dalla diffamazione deve distinguersi il delitto di calunnia (art. 368 c.p.), che si consuma quando taluno, con denuncia o querela, richiesta o istanza, ANCHE SE ANONIMA, incolpa di un reato una persona che egli sa essere innocente, oppure simula a carico di una persona le tracce di un reato: è prevista  la reclusione da due a sei anni.

Interessante è sottolineare che anche con uno scritto ANONIMO si può rispondere del reato di calunnia o AUTOCALUNNIA ( art 369 c.p.) cioè quando si invia a se stesso una lettera anonima con i contenuti sopra indicati.

Orbene, sono sicuro che tutti i partecipanti alla campagna elettorale sapranno far buon uso del grande dono che abbiamo, cioè la PAROLA, e che mai vorrà applicarsi il detto “uccide più la lingua della spada”.

Michele Salonna

 

Un Commento a “La campagna elettorale che vorrei: senza ingiurie, diffamazioni e calunnia (di Michele Salonna)”

  • Stefano argen:

    La campagna elettorale è la concorrenza tra diversi politicanti,sicuramente per promuovere il BENE COMUNE, ma in realtà come si vede da più di qualche anno è diventato una corsa verso una poltrona di favoritismi e corruzione,lasciando così nel buio totale o quasi il BENE COMUNE.
    IL CITTADINO DEVE SCEGLIERE E NON ACCETTARE
    IL CITTADINO HA BISOGNO DI COERENZA E ONESTÀ
    MI AUGURO CHE QUESTO AVVENGA

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