Paradosso di una estate sammichelana

Ritorna l’estate e ritornano turisti e sammichelani emigrati. Ma c’è anche un popolo intero che, invece, “parte” da San Michele Salentino: il popolo dell’acinino.

Se dei primi non conosciamo i dati statistici degli “arrivi” in loco, possiamo quantificare, invece, che i braccianti estivi sammichelani si aggirano intorno alle 800 unità (dato CGIL). Una grossa fetta della nostra popolazione che in questi mesi si alza dal letto alle ore 2,30 (di notte) per recarsi a lavorare nelle province limitrofe (sud-est barese: Noicattaro, Turi, Rutigliano; nord barese: Bisceglie; Taranto: Castellaneta) fino ad arrivare in Basilicata (Metaponto, Scanzano Jonico, Policoro) per fare ritorno a San Michele Salentino nel pomeriggio.

Di questa presenza ce ne accorgiamo solo di notte, quando, di ritorno dalle feste terminate a tarda ora, li vediamo per il paese mentre si recano a prendere i pullmans e i pulmini o di pomeriggio, al ritorno, per le strade deserte carichi di stanchezza e borsoni. Per loro sono mesi di duro lavoro, lavoro che modifica radicalmente i normali ritmi di vita limitando in tutto a viaggio-lavoro-viaggio-riposo (poco) e così via.

Il popolo invisibile dei braccianti ed il popolo visibile dei vacanzieri. Paradosso di una estate sammichelana.

 

 

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