15/02/2013: Michele Emiliano al “Relais la Fontanina”

Emiliano arriva all’incontro con circa due ore di ritardo, si scusa per l’inconveniente, prende la parola (dopo l’introduzione fatta da uno degli organizzatori) e, passati 15 minuti, constatando che si è fatto tardi e buttando un occhio alla tavola imbandita per la cena, dice ai convenuti che forse non è il caso di andare oltre e conclude così:  “mi raccomando, mi rivolgo soprattutto a coloro che non sono del PD, spendete il tempo per qualche telefonata, prima di andare a cena chiamate i vostri amici e dite loro ‘senti sono stato ad un incontro con Emiliano mi ha detto di dirti se puoi fare uno sforzo e dare la fiducia a Bersani, magari riesce a fare quelle cose che serviranno per il paese’; che poi” continua  ” sono quelle quattro, cinque cose che ci hanno insegnato i nostri genitori”.

Fine dell’incontro; non viene nemmeno chiesto se c’è qualche intervento del pubblico e buona sera a tutti.

Ce ne andiamo e appena entrati i macchina mi fa Rocco: “patetico”.

Io penso alla rappresentanza Sanmichelana del PD; se anche loro, come Rocco, hanno considerato patetico il discorso di Emiliano o se, al contrario, hanno trovato motivi per poterlo apprezzare.

Magari sono rimasti a cena e magari lì Emiliano ha dato un’immagine diversa.

Perché quella offerta durante l’incontro è stata veramente poca cosa.

“Il PD è l’unico partito che può chiamarsi tale”.

Questo il concetto di Emiliano che poi ha sottolineato il “peccato” del PD nell’essere “troppo critici e moralisti” con se stessi; tanto critici che anche lui, esagerando, ma contento di averlo fatto,  si è sentito in dovere di spiegare a mezza Italia, la famosa faccenda delle cozze pelose e delle quattro spigole.

Serata loffia.

Non valeva nemmeno la pena di scrivere niente sul sito. Se non fosse che oggi, giusto a proposito dell’essere critici con se stessi, leggo sul web che “Emiliano apre a chi lascia il PdL” (vedi link sotto).

La politica come sommatoria di voti, da qualsiasi parte vengano, quindi; con tanti saluti alle questioni morali e ai progetti fatti di visioni e contenuti condivisi e sottoscritti.

E poi c’è ancora chi recita a pappagallo che è un luogo comune dire che sono “tutti uguali”.

Nando De Vitis 

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=594751&IDCategoria=1

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