IL MIO DIZIONARIO (di Vincenzo Palmisano) – 10^ parte

SPRIMACCIARE

Al tempo in cui Berta filava, quando il permaflex era di là da venire, le donne del Sud, appena si accorgevano che il saccone, sotto il peso dei corpi, si era appiattito e indurito, prendevano una forcella di legno, la infilavano, attraverso una fessura, nella pancia del saccone e, rivoltandone il contenuto, lo sprimacciavano. Così, grazie all’introduzione della forcella, le foglie di granoturco si rimescolavano, i nodi e i grumi si scioglievano e il saccone tornava morbido.

Allora, questo accadeva anche nel profondo Nord, raccontato in maniera sublime nel film “L’albero degli zoccoli” dal grande poeta del cinema Ermanno Olmi.

Poi, nel secondo dopoguerra, quando dalla paglia e dalle foglie di granoturco si passò al crine, alla lana e al permaflex, anche noi uscimmo dal Medioevo.

ZAPPING

Come tutti sanno, zapping è il passare continuamente da un canale all’altro della televisione, utilizzando in modo frenetico il telecomando.

Per me, invece, zapping non  è saltare di palo in frasca alla ricerca di nuovi programmi, ma passare senza frenesia da un libro all’altro o da un disco all’altro per rileggere pagine già lette e riascoltare brani musicali già tante volte ascoltati.

Si accendono così antiche e nuove emozioni e si rivivono momenti di commovente bellezza. Ricordate l’Addio, monti de “I promessi sposi “ di Manzoni? E’ come un adagio di Beethoven.

NEOLOGISMO

L’elenco dei neologismi è infinito. I vocabolari ne sono gremiti!.

Io ho avuto la fortuna di assistere alla nascita di un neologismo. E’ accaduto alcuni anni fa nel chiostro San Francesco del Palazzo di Città di Ostuni, dove l’Amministrazione comunale conferiva la Cittadinanza  onoraria alla giornalista e scrittrice Anna Maria Mori.

Alla fine della cerimonia, la giornalista, ideatrice e conduttrice della kermesse letteraria “Una emozione chiamata libro”, nel ringraziare l’Amministrazione e il numerosissimo pubblico per l’onore ricevuto, si autodefinì cittadina AMORARIA di Ostuni perché grande era l’amore che lei nutriva per la Città Bianca, dove trascorreva le vacanze estive in un trullo di sua proprietà.

E il giorno dopo, nel raccontare l’indimenticabile evento sul mensile locale Lo Scudo, usai per la prima volta quella parola appena coniata.

BIBLIOFILO

Il nonno cartaceo dei nativi digitali.

METAMORFOSI

Esco di casa e arrivo al solito negozio. E’ chiuso. Sulla saracinesca abbassata c’è un cartello. Mi avvicino e leggo: ”Ci siamo trasferiti online sul sito www… .it”.

Vado via e un pensiero attraversa la mia mente: nell’era della terremotante globalizzazione e delle delocalizzazioni, anche un bene materiale come un locale commerciale può diventare, da un giorno all’altro,  un bene immateriale.

MALANNAGGIA

Chi usa più questo vocabolo?. Nessuno. Anche questo è un rudere linguistico, un rottame sparito. Lo potete trovare nella lingua del Manzoni sciacquata nell’Arno non inquinato dell’ottocento. Non nei romanzi o nei giornali di oggi.

Oggi, per esprimere rabbia, delusione, impazienza, contrarietà, più semplicemente si dice mannaggia con uno o più punti esclamativi!.

OLOCRAZIA

Esercizio del potere da parte della totalità del popolo.

Ovvero

Quando tutti comandano nessuno comanda.

Vincenzo Palmisano

( continua )

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