ANCORA ENFITEUSI (di Edmondo Bellanova)

Ancora una volta il popolo dell’enfiteusi è stato presente!

Ieri sera è stato l’oratorio della parrocchia di San Michele Arcangelo a vedere una grandissima partecipazione di questa gente da anni vittima di assurde pretese di “signorotti” che, d’un tratto, hanno scoperto di poter ricavare lauti guadagni dall’applicazione di anacronistiche norme, da una legislazione assolutamente confusa e da un sistema giudiziario che stenta a capire il problema e a dare una giusta ed equa soluzione del rapporto tra concedenti ed enfiteuti.

Si è relazionato e discusso concludendo i lavori del Consiglio Comunale monotematico con la votazione di una delibera con la quale si fanno voti affinché lo Stato intervenga per la soluzione del problema.

Ora, molto educatamente, vorrei chiedere ai consiglieri che hanno votato tale delibera: ma siete proprio sicuri che questa delibera avrà un esito diverso dalle altre simili già sottoposte all’attenzione del Capo dello Stato e di non so quale altro organo di governo? Ma qualcuno può scommettere sul fatto che il Presidente della Repubblica legga veramente il nostro “lamento” e intervenga in un campo in cui non ha competenze costituzionali?

Speravo in un esito diverso della pur lodevole iniziativa dell’Amministrazione comunale e nei giorni passati ho cercato di suggerire un percorso, credo logico e diverso da quelli che, almeno finora, non hanno dato alcun risultato e ho espresso l’opinione che sarebbe necessario conferire incarico professionale ad esperto della materia per uno studio approfondito del problema. Incarico retribuito per garantirsi una consulenza importante con l’obiettivo d’elaborazione di una proposta di legge (diversa da quella presentata dal sen., Dario Stefano non risolve i nostri problemi!)  che finalmente ridetermini in modo il canone enfiteutico e, conseguentemente, per valore dell’affrancazione, senza impelagarsi in una non meglio definita abolizione del diritto reale dei concedenti. Chi riceve ed ascolta le nostre rimostranze deve avere la certezza che nessuno vuole stravolgere le leggi, la costituzione ed il Codice Civile; si chiede una logica interpretazione di uno strumento contrattuale vecchio di secoli che pur avendo svolto un ruolo importante nell’economia del paese oggi è assolutamente anacronistico nella sua applicazione.

Si è proposto di “andare a Roma”; ma veramente qualcuno crede di poter influenzare il potere centrale con quattro striscioni e due grida?

Ora ci saranno altri incontri-convegni  ed è un bene che dell’argomento si parli e discuta, ma dobbiamo tutti renderci conto che il problema dell’enfiteusi non lo possiamo risolvere con le sole nostre conoscenze; non mi sembra la cosa migliore discutere in assemblee  la complessa tematica dell’enfiteusi (per questo non ho chiesto e preso parola in consiglio). Anche un non meglio definito “Comitato” non  sembra la soluzione migliore.

Poi ci restano altre iniziative di proteste (che non possono essere quella di un’allegra e rumorosa scarpinata a Roma) ma … ne parliamo dopo!

Sanmichelesalentino9settembre2017edmondobellanova

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TAG: ENFITEUSI

6 Commenti a “ANCORA ENFITEUSI (di Edmondo Bellanova)”

  • molta gebte e convolta urge una siluziine giiridica politicsa

  • PIETRO:

    http://www.primadanoi.it/news/cronaca/525356/Giudice-di-pace—l-enfiteusi-non-si-paga-se-il-Comune-non-dimostra-il-titolo-.html

    …Un canone di cui non si era mai parlato, che non era mai stato richiesto e che non risultava nell’atto di acquisto dell’appartamento gravato dalla richiesta del Comune e che l’interessata aveva comprato con un atto notarile che definiva il bene come «libero da ogni gravame, canone o ipoteca».
     E che risultava così anche al catasto. Ma la sentenza va oltre. Perché anche se alla fine questo vincolo ci fosse, la sua mancata trascrizione nei pubblici registri immobiliari implica la decadenza del canone per chi ha acquistato il bene in buona fede. Inoltre, dice sempre la sentenza, il diritto del Comune – ammesso che ci sia – è soggetto ad usucapione in dieci anni, se questo avviene da parte di un soggetto diverso da chi in origine aveva l’obbligo di pagare il canone….

    Premetto che non sono un legale e che non conosco a fondo i cavilli burocratici e tenici dell’enfiteusi ma da “cittadino medio” mi viene da pensare che il motivo per cui ci sono queste “assurde pretese di “signorotti” è perché non ci sono avvocati qualificati o comunque preparati abbastanza da essere in grado di affrontare simili soprusi.
    Io non credo che possa esistere un tribunale che possa avvallare certe richieste anacronistiche, al contrario non ci sono avvocati abbastanza coraggiosi e preparati da far valere i diritti del “cittadino medio”

    PIETRO AZZARITO

  • stefano:

    l’iniziativa di ieri e lodevole e va mantenuta viva…oggi , a mio modesto parere, alla fiera del levante dove erano seduti “in prima linea” i potilici di tutti i ranghi..presidente del consiglio compreso, sarebbe stata una delle tante occasione per dare voce e proposta a qualcosa di concreto…peccato aver perso l occasione. la speranza e sempre viva.

  • midiesis:

    La registrazione audio del Consiglio Comunale di San Michele Salentino del 08/09/2017 sul problema “ENFITEUSI”: http://www.midiesis.it/midiesis/?p=21933

  • michele salonna:

    Rispondo volentieri a Mondino, precisando che l’intento del consiglio comunale monotematico non era quello di inviare petizioni o richieste alle varie autorità.
    Nel consiglio comunale è stato deliberato di ” Dare mandato al Sindaco ed al Presidente del Consiglio comunale di costituire, unitamente ai comuni limitrofi, una commissione intercomunale che si occupi della questione”.
    Quindi una commissione ISTITUZIONALE, composta da tutti i comuni interessati dal problema, proprio per realizzare quello che Mondino auspica nel suo intervento, cioè:” conferire incarico professionale ad esperto della materia per uno studio approfondito del problema. Incarico retribuito per garantirsi una consulenza importante con l’obiettivo d’elaborazione di una proposta di legge”.
    Occorre che tutti i paesi limitrofi, interessati dal problema enfiteusi, si impegnino direttamente destinando risorse economiche per affrontare il problema ed a tal proposito Lunedì prossimo, contatterò personalmente i sindaci interessati .

  • edmondo:

    A Michele Salonna
    Già dal tuo intervento all’assemblea promossa, in piazza, dalla FLAI CGIL avevo appreso dell’intenzione dell’Amministrazione Comunale di rivolgersi a professionista esperto per cercare di risolvere il problema dell’enfiteusi. Convengo sia la strada necessaria per “capire” il problema e “trovare” le necessarie soluzioni amministrative,giuridiche e legislative.
    Però il dispositivo della delibera assunta del Consiglio comunale indica altre soluzioni compresa quella di inviare copia dell’atto ai Presidenti di Stato, Governo e Regione e di nominare una non meglio definita “Commissione”.
    Ora, credo, ci voglia l’impegno di tutti (amministrazioni, comitati, sindacati) per ottenere risultati positivi!

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