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	<title>Commenti a: Sciopero contro la riforma Renzi sulla Scuola: massiccia adesione del personale scolastico a San Michele Salentino</title>
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	<description>San Michele Salentino e dintorni</description>
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		<title>Di: midiesis</title>
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		<dc:creator>midiesis</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2015 09:45:59 +0000</pubDate>
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		<description>VOLANTINO DI ADESIONE ALLO SCIOPERO DEL 5, 6 e 12 MAGGIO 

NO ALLA SCUOLA DI RENZI, NO ALLE PROVE INVALSI CHE PREVEDONO:

• La fine della Scuola come comunità educante, in cui si cresce imparando a pensare, a confrontarsi e a cooperare con gli altri. 
• L’inizio di una Scuola competitiva e conflittuale che creerà un clima di tensione e rivalità tra i docenti; un’ansia di prestazione negli alunni, che saranno sottoposti allo stress continuo di prove e test.
• La Scuola delle crocette e dei punti, ossessionata dalla valutazione, dove 
s’insegnerà a fare i test, senza tempo e cura per la didattica e la pedagogia, per la formazione di teste ben fatte, libere di pensare e di partecipare.
• La Scuola della schedatura digitale di insegnanti e alunni.
• La Scuola Azienda con l’ideologia del profitto, della premialità e del merito per pochi - i fedelissimi del Dirigente Scolastico - a scapito di tutti gli altri. La Scuola Azienda finanziata da sponsor che ne limiteranno l’autonomia e ne condizioneranno le scelte educative. La Scuola Azienda sulla quale saranno dirottati i fondi ministeriali solo se dimostrerà di essere “buona e brava” nei risultati dei test. 
• L’accentramento di poteri autoritari nella figura del Dirigente, che con la chiamata diretta sceglierà il personale che più gli aggrada (sceglierà mai un insegnante disabile, una maestra incinta o un docente scomodo?); lo destinerà, in modo arbitrario, dove gli pare; potrà non confermargli l’incarico; stabilirà a chi andrà il bonus del merito; elaborerà il Piano Triennale dell’offerta formativa condizionando le scelte didattiche. 
• La conseguente cancellazione degli organi collegiali, che perderanno il potere deliberante e avranno solo funzione consultiva. Obbedienti alla parola del Capo.
• La non considerazione del personale ATA e degli insegnanti della Scuola 
dell’Infanzia.
• La fine della libertà d’insegnamento prevista dall’art.33 comma 1 della Costituzione. Gli insegnanti peggio pagati d’Europa saranno assoggettati alle decisioni assolute e arbitrarie del Dirigente Scolastico, umiliati nella loro dignità professionale e vessati dal punto di vista economico. 
• L’assunzione solo di una parte dei docenti precari (quelli inseriti nelle GAE). L’esclusione dalle graduatorie dei supplenti dopo 36 mesi di servizio.
• La precarizzazione di tutto il personale, incluso quello di ruolo, che in caso di mobilità rientrerà negli albi territoriali.
• Una Scuola dove cresceranno le disuguaglianze, in cui per gli alunni con bisogni educativi speciali non ci saranno risorse umane e materiali, dove l’integrazione degli alunni con disabilità assumerà un carattere più sanitario e meno scolastico. La scuola diseguale dei ricchi e dei poveri, delle periferie e dei centri delle città, del Nord e del Sud. Ogni scuola finanziata col 5 per mille dalle famiglie che la frequentano.
• La fine della Scuola Pubblica che cade a pezzi, a cui vengono sottratti fondi a favore delle scuole private, che ricevono già 700 milioni di euro, a cui si aggiungeranno 400 euro di detrazione fiscale a famiglia, per un altro gettito di 450 milioni di euro. 
• La soppressione del Contratto Collettivo Nazionale (scaduto dal 2009) e della contrattazione d’Istituto
• La fine delle garanzie costituzionali, della democrazia e della partecipazione con deleghe in bianco ad un Governo di cui non ci fidiamo.

Per tutte le ragioni esposte, chiediamo il ritiro del DDL sulla scuola che non è emendabile, che corrompe la natura educativa della scuola e rappresenta un pericolo per la tenuta etica delle singole comunità e di tutto il sistema sociale, già compromesso da corruzioni e clientele. Una riforma devastante che disumanizzerà il nostro lavoro e lo depriverà di ogni coscienza critica.

LA VERA BUONA SCUOLA NON È UNA GARA, MA UN BENE COMUNE DA DIFENDERE E PROMUOVERE INSIEME, INSEGNANTI, STUDENTI E GENITORI, PER LO SVILUPPO PIENO DELLA PERSONALITA’ UMANA, DI OGNI SINGOLO ESSERE UMANO, DOVE SI CRESCE INSIEME NEL RISPETTO DELLE DIFFERENZE E DELLE IDENTITA’ DI CIASCUNO. 

Gli insegnanti in sciopero dell&#039;Istituto Comprensivo &quot;Giovanni XXIII&quot; di San Michele Salentino (BR)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>VOLANTINO DI ADESIONE ALLO SCIOPERO DEL 5, 6 e 12 MAGGIO </p>
<p>NO ALLA SCUOLA DI RENZI, NO ALLE PROVE INVALSI CHE PREVEDONO:</p>
<p>• La fine della Scuola come comunità educante, in cui si cresce imparando a pensare, a confrontarsi e a cooperare con gli altri.<br />
• L’inizio di una Scuola competitiva e conflittuale che creerà un clima di tensione e rivalità tra i docenti; un’ansia di prestazione negli alunni, che saranno sottoposti allo stress continuo di prove e test.<br />
• La Scuola delle crocette e dei punti, ossessionata dalla valutazione, dove<br />
s’insegnerà a fare i test, senza tempo e cura per la didattica e la pedagogia, per la formazione di teste ben fatte, libere di pensare e di partecipare.<br />
• La Scuola della schedatura digitale di insegnanti e alunni.<br />
• La Scuola Azienda con l’ideologia del profitto, della premialità e del merito per pochi &#8211; i fedelissimi del Dirigente Scolastico &#8211; a scapito di tutti gli altri. La Scuola Azienda finanziata da sponsor che ne limiteranno l’autonomia e ne condizioneranno le scelte educative. La Scuola Azienda sulla quale saranno dirottati i fondi ministeriali solo se dimostrerà di essere “buona e brava” nei risultati dei test.<br />
• L’accentramento di poteri autoritari nella figura del Dirigente, che con la chiamata diretta sceglierà il personale che più gli aggrada (sceglierà mai un insegnante disabile, una maestra incinta o un docente scomodo?); lo destinerà, in modo arbitrario, dove gli pare; potrà non confermargli l’incarico; stabilirà a chi andrà il bonus del merito; elaborerà il Piano Triennale dell’offerta formativa condizionando le scelte didattiche.<br />
• La conseguente cancellazione degli organi collegiali, che perderanno il potere deliberante e avranno solo funzione consultiva. Obbedienti alla parola del Capo.<br />
• La non considerazione del personale ATA e degli insegnanti della Scuola<br />
dell’Infanzia.<br />
• La fine della libertà d’insegnamento prevista dall’art.33 comma 1 della Costituzione. Gli insegnanti peggio pagati d’Europa saranno assoggettati alle decisioni assolute e arbitrarie del Dirigente Scolastico, umiliati nella loro dignità professionale e vessati dal punto di vista economico.<br />
• L’assunzione solo di una parte dei docenti precari (quelli inseriti nelle GAE). L’esclusione dalle graduatorie dei supplenti dopo 36 mesi di servizio.<br />
• La precarizzazione di tutto il personale, incluso quello di ruolo, che in caso di mobilità rientrerà negli albi territoriali.<br />
• Una Scuola dove cresceranno le disuguaglianze, in cui per gli alunni con bisogni educativi speciali non ci saranno risorse umane e materiali, dove l’integrazione degli alunni con disabilità assumerà un carattere più sanitario e meno scolastico. La scuola diseguale dei ricchi e dei poveri, delle periferie e dei centri delle città, del Nord e del Sud. Ogni scuola finanziata col 5 per mille dalle famiglie che la frequentano.<br />
• La fine della Scuola Pubblica che cade a pezzi, a cui vengono sottratti fondi a favore delle scuole private, che ricevono già 700 milioni di euro, a cui si aggiungeranno 400 euro di detrazione fiscale a famiglia, per un altro gettito di 450 milioni di euro.<br />
• La soppressione del Contratto Collettivo Nazionale (scaduto dal 2009) e della contrattazione d’Istituto<br />
• La fine delle garanzie costituzionali, della democrazia e della partecipazione con deleghe in bianco ad un Governo di cui non ci fidiamo.</p>
<p>Per tutte le ragioni esposte, chiediamo il ritiro del DDL sulla scuola che non è emendabile, che corrompe la natura educativa della scuola e rappresenta un pericolo per la tenuta etica delle singole comunità e di tutto il sistema sociale, già compromesso da corruzioni e clientele. Una riforma devastante che disumanizzerà il nostro lavoro e lo depriverà di ogni coscienza critica.</p>
<p>LA VERA BUONA SCUOLA NON È UNA GARA, MA UN BENE COMUNE DA DIFENDERE E PROMUOVERE INSIEME, INSEGNANTI, STUDENTI E GENITORI, PER LO SVILUPPO PIENO DELLA PERSONALITA’ UMANA, DI OGNI SINGOLO ESSERE UMANO, DOVE SI CRESCE INSIEME NEL RISPETTO DELLE DIFFERENZE E DELLE IDENTITA’ DI CIASCUNO. </p>
<p>Gli insegnanti in sciopero dell&#8217;Istituto Comprensivo &#8220;Giovanni XXIII&#8221; di San Michele Salentino (BR)</p>
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